L’ascesa di Xcode

 Articolo pubblicato il 15/09/2014 che parla di Software 

Nell’estate del 2003, all’incontro per sviluppatori WWDC, Apple annunciò un nuovo ambiente di sviluppo software, mostrando una rinnovata attenzione alle esigenze dei programmatori. E alle evoluzioni hardware e software dell’azienda.

icona Xcode 1.0Dopo diversi anni di onorato servizio il vecchio IDE (Integrated Development Environment) Project Builder, originariamente creato per i sistemi NeXT ed ereditato (con le opportune modifiche) da Mac OS X, venne pensionato a favore del fiammante Xcode.

La prima versione, resa disponibile in forma stabile il 15 settembre 2003, prese (ovviamente) le mosse da Project Builder, ma introdusse anche alcune nuove funzioni. Nel corso degli anni Apple proseguì a potenziare e migliorare Xcode dotandolo di caratteristiche utili e in alcuni casi essenziali per chi sviluppava per Macintosh, e non solo.
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L’estate in esilio di Steve Jobs

 Articolo pubblicato il 05/09/2012 che parla di Personaggi 

Il 31 maggio del 1985 Steven Paul Jobs venne privato di tutti i poteri decisionali e esecutivi e relegato nel palazzo più distante del campus Apple.

Jobs e Sculley, il dinamico duoJobs era uscito perdente dallo scontro con l’Amministratore Delegato John Sculley, da lui assunto due anni prima, e il risultato fu che gli vennero assegnati ruoli innocui e puramente di rappresentanza: presidente di Apple e incaricato del “global thinking” dell’azienda.

Il suo allontanamento dai luoghi del potere di Apple era anche fisico: l’ufficio di Jobs venne infatti spostato dalla struttura Bandley 3 a Bandley 6, un piccolo palazzo quasi completamente vuoto che in seguito venne soprannominato “Siberia”.

In un’intervista a Playboy dello stesso anno Jobs dichiarò: “Mi sento come se qualcuno mi avesse dato un pugno nello stomaco e tolto il respiro. Ho solo trent’anni e voglio avere una possibilità di continuare a creare. So di avere l’energia per fare almeno un altro grande computer. Ma Apple non intende darmi quest’opportunità.”

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Documentare il Macintosh – Intervista a Caroline Rose

 Articolo pubblicato il 10/01/2011 che parla di Personaggi 

Caroline Rose è entrata nel team di sviluppo del Macintosh nel giugno 1982.
Caroline Rose at DevelopAnche se non compare in nessuna delle foto ufficiali, interviste o materiale promozionale dell’epoca, i suoi meriti nel campo dello sviluppo del software per Macintosh sono indiscutibili e celebrati in più occasioni.

Caroline ha ricoperto il ruolo di redattrice tecnica del Mac presso Apple, supervisionando e in gran parte scrivendo in prima persona i primi tre tomi di “Inside Macintosh“, la guida ufficiale rivolta agli sviluppatori terzi di software uscita nel 1985. Il suo approccio sistematico e la ricerca della massima chiarezza hanno inoltre giovato anche agli sviluppatori Apple, alcuni dei quali, in seguito alle domande e osservazioni di Caroline, hanno riscritto parti del loro software migliorandolo notevolmente.

Dopo aver lasciato Apple nel 1986 è stata presso NeXT, dove ha curato il lato editoriale, ed in seguito è tornata a Infinite Loop per assumere la direzione di una rivista per sviluppatori di software per Mac. Negli ultimi anni lavora come autrice e redattrice freelance di documentazione tecnica.

In occasione del venticinquennale del Macintosh abbiamo contattato Caroline, che ha gentilmente acconsentito a rispondere ad alcune domande parlando del suo lavoro come coadiuvatrice dello sviluppo di e per il computer “for the rest of us”.

Storie di Apple: Ci puoi raccontare come hai cominciato a lavorare per Apple?

Caroline Rose: Quando venni contattata lavoravo alla Tymshare situata a un isolato di distanza da Apple. Erano in difficoltà con una persona che non afferrava i dettagli tecnici laddove io non solo avevo esperienza di scrittura di documentazione ma anche di programmazione. Aveva fatto il mio nome una persona con cui avevo lavorato in Tymshare ed era poi passata ad Apple. Così il colloquio è stato molto rapido (ed il resto è storia ;-).
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I fondatori di NeXT

 Articolo pubblicato il 01/06/2009 che parla di Personaggi 

Questa foto del 1986 ritrae Steve Jobs con gli altri confondatori di NeXT.
Si trattava di cinque collaboratori fidati che avevano dato le dimissioni da Apple per seguirlo nella sua nuova avventura.

1986: NeXT cofounders

Da sinistra verso destra abbiamo: Dan’l Lewin, Rich Page, Guy “Bud” Tribble, Steve Jobs, Susan Barnes e George Crow.

Dan’l Lewin in Apple ricopriva il ruolo di marketing manager del settore universitario e avrebbe avuto lo stesso ruolo in NeXT, che agli inizi si rivolse esclusivamente al mondo della ricerca. Lasciò NeXT nel febbraio del 1990 ed approdò infine in Microsoft dove da diversi anni ricopre un ruolo dirigenziale.

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Un’apertura darwiniana

 Articolo pubblicato il 16/03/2009 che parla di Lo sapevate che...,Software 

Open AppleIl 16 marzo 1999 Apple annunciò il rilascio del “cuore” open source di Mac OS X con il nome Darwin.

Darwin fu reso disponibile un anno dopo, il 5 aprile 2000, ma la decisione rappresentò un cambiamento epocale per Apple, che così si avvicinò al movimento open source, dopo i risultati trascurabili di MkLinux.

Open AppleL’annuncio di Darwin e contestualmente di una versione open source di QuickTime per lo streaming erano strettamente legati alla prima versione del sistema operativo di Apple basato sul lavoro NeXT, Mac OS X Server, annunciato in gennaio al Macworld e di cui in marzo non solo iniziò la consegna ai clienti ma furono rese “libere” le fondamenta tecnologiche.

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Dieci anni fa: Mac OS X Server

 Articolo pubblicato il 05/01/2009 che parla di Eventi,Software 

Il 5 gennaio 1999, durante il Macworld Expo, Apple annunciò Mac OS X Server, il suo nuovo sistema operativo server, che univa “la riconosciuta solidità di UNIX alla semplicità tipica della piattaforma Macintosh”.

Mac OS X Server 1

Nel comunicato stampa originale si specificava che

Mac OS X Server è caratterizzato da una struttura moderna, basata su Mach microkernel ad alte prestazionie BSD 4.4, e include l’applicazione server WebObjects e il noto web server HTTP Apache.

OpenStepcaratteristiche che arrivavano dall’adozione del sistema operativo di NeXT..
Noto anche con il nome in codice Rhapsody Mac OS X Server ne era l’evoluzione, risultato di uno sviluppo a rotta di collo che aveva dato i suoi primi frutti già nell’autunno del 1997, meno di un anno dopo la fusione delle due aziende.

Le principali differenze con i precedenti NeXTStep erano appunto una diversa interfaccia grafica sostanzialmente ricalcata su quella del Mac OS e l’aggiunta di tecnologie quali NetBoot nonché ColorSync e QuickTime, capisaldi di Apple.

Mac OS X Server richiedeva 64MB di RAM, 1GB di spazio su disco e un lettore CD-ROM e supportava tutti i sistemi Power Macintosh G3 ma era “ottimizzato” e spinto commercialmente in combinazione con la nuovissima linea di Power Macintosh G3 dal case traslucido bianco e blu, presentati anche questi al Macworld del gennaio 1999.
Il sistema operativo inizialmente non venne proposto sul mercato italiano ma all’avvicinarsi di marzo, mese di consegna del software negli USA, ci fu un ripensamento. Così, poco dopo il rilascio in Nordamerica, ad un prezzo di 499 USD (molto più basso di quanto annunciato), il 19 aprile 1999 Mac OS X Server fu reso disponibile anche in Italia al prezzo di listino di 529 Euro (Lit. 1.024.287) Iva esclusa.

Nota: Mac OS X Server includeva diversi software con licenze free e open. Per un excursus sul rapporto di Apple con il mondo del software libero e open source si consiglia la lettura dell’articolo “Una mela libera veramente?”

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I software di Apple nel 2001

 Articolo pubblicato il 10/12/2008 che parla di Software 

Nel 2001 Apple era ancora agli inizi della transizione da Mac OS 9 a Mac OS X e stava ponendo le basi per la successiva conquista del settore video.

Un video promozionale in cui Steve Jobs spiegava l’organizzazione del primo Apple Store ci permette anche di dare un’occhiata ai principali software dell’azienda nel maggio del 2001, mix eterogeneo di prodotti storici di Apple e tecnologie proveniente da NeXT.

Apple products - May 2001

Sullo scaffale, da sinistra a destra si notano le scatole di Mac OS X 10.0, Mac OS 9, AppleWorks 6 (che si distingue dalla similare 5 per la presenza del compasso al centro), Final Cut (Pro) 1.2.5, AppleShare IP, AppleCare ed in basso alcune confezioni dei CD vergini targati Apple di DVD Studio Pro e di WebObjects 5.

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