I brevetti di NeXT

 Articolo pubblicato il 21/11/2008 che parla di Design,Hardware,Personaggi 

Andando sul sito web NeXTComputers.org e seguendo il link “Black Hardware Patents” si giunge ad una directory piena di file PDF.

NeXt - Central Processing UnitSi tratta delle copie dei brevetti originali della NeXT, Inc. presso gli uffici statunitensi, brevetti che dalla fusione/assimilazione del 20 dicembre 1996 sono ora di proprietà di Apple.

Tra i tanti file PDF vale la pena segnalarne alcuni con un po’ di contesto per apprezzarne il valore e l’importanza storica.

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Boynton, Hullot, Serlet, Ohlfs: dove sono adesso?

 Articolo pubblicato il 13/11/2008 che parla di Personaggi,Software 

Il Workspace Manager di NeXTSTEP è la parte del sistema operativo con cui l’utente ha che fare quotidianamente nella manipolazione di documenti e nell’uso dei programmi. Funzionalmente equivalente al Finder del vecchio Mac OS ne differisce per il suo design, alcune funzionalità e per la sua navigazione a colonne, che Mac OS X ha ereditato.

Richiamando la finestra delle informazioni, come autori di Workspace Manager compaiono quattro i nomi, quelli di Lee Boynton, Jean-Marie Hullot, Bertrand Serlet e Keith Ohlfs.

schermata del Workspace Manager

A più di dieci anni di distanza vediamo dove sono e cosa stanno facendo.

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I sistemi operativi che non vedremo mai: OPENSTEP 4.5

 Articolo pubblicato il 08/10/2008 che parla di Software 

L’ultima versione di OPENSTEP è la 4.2, rilasciata nel maggio 1997 ormai da Apple dopo la sua acquisizione di NeXT.

il boot di Rhapsody, figlio di OpenStepÈ però opinione diffusa che Rhapsody sia a tutti gli effetti OPENSTEP 5. Per la precisione è la quinta release di “OPENSTEP Mach” per Intel e PowerPC ma mutato nel look (che è un miscuglio di Mac OS 8 e Copland) e con l’aggiunta di tecnologie proprietarie di Apple vecchie e nuove come ColorSync, QuickTime e NetBoot.

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Jobs, NeXT e il portatile IBM

 Articolo pubblicato il 18/02/2008 che parla di Eventi,Hardware,Lo sapevate che...,Personaggi,Software 

Steve Jobs con il logo NeXTNei primi mesi del suo ritorno in Apple, Steve Jobs non usava un Macintosh ma un computer di IBM.

Si trattava di un portatile Thinkpad su cui girava quella che sarebbe divenuta la base di Mac OS X, OPENSTEP, una combinazione che il cofondatore dell’azienda preferiva al Mac OS ed ai PowerBook dell’epoca perlomeno sino all’uscita dei Wallstreet, che aumentarono nettamente la risoluzione disponibile sino a 1024×768 pixel.

Steve Jobs prepara la presentazione di BostonIn particolare il Thinkpad venne usato da Jobs per la sua storica presentazione al Macworld a Boston nel 1997 in cui, seppure non ancora amministratore, mostrò i primi profondi cambiamenti che stava apportando all’azienda.

Ci sono poi indizi dell’utilizzo di strumenti non Apple da parte di Jobs almeno sino al 2001, data a cui risalgono messaggi di posta elettronica in merito agli affari della Pixar che sono stati spediti dal client Mail 4.2 sotto ambiente OPENSTEP.

Un Thinkpad con OPENSTEPDa Marc Driftmeyer parte del team che seguì Jobs in Apple, ci arriva un altro particolare interessante: lo stesso Thinkpad venne usato anche dal capo dello sviluppo Avie Tevanian per una presentazione all’allora amministratore delegato Gil Amelio, l’uomo responsabile del ritorno di Jobs.

Sul portatile in oggetto pare ci fosse ‘Telfon’ (?), nome in codice di una versione modificata ma mai rilasciata di OPENSTEP, probabilmente uno degli anelli di congiunzione tra gli OS di NeXT e Rhapsody forse proprio il prototipo a cui aveva lavorato freneticamente, tra gli altri, Eryk Vershen.

Immaginei tratte da www.romain-moisescot.com/steve e da www.2dayblog.com

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Apple & Sun: Jonathan Schwartz e Lighthouse Design

 Articolo pubblicato il 22/12/2007 che parla di Personaggi,Software 

Jonathan Schwartz è l’attuale CEO di Sun Microsystems ma il suo passato è fortemente legato a Jobs ed al software su cui Apple ha basato il suo sistema operativo Mac OS X.

Jonathan SchwartzSchwartz è stato il cofondatore nel 1989 e in seguito anche il CEO della Lighthouse Design, azienda che sviluppava software per computer con sistema operativo NeXTSTEP. Tra i suoi (apprezzati) prodotti c’erano numerose soluzioni office: ParaSheet e Quantrix, due fogli di calcolo, Diagram!, simile a Visio, Concurrence, programma per presentazioni, TaskMaster, per il project management e WetPaint per il fotoritocco.

La Lighthouse ebbe un ruolo importante quando NeXT e Sun strinsero un’alleanza attorno al progetto OpenStep venendo acquisita nel giugno 1996, da Sun per divenirne la divisione addetta allo sviluppo di software OpenStep.
Sun però cambiò i suoi piani per concentrarsi su Java e poco dopo Apple acquisì NeXT (e Jobs): Schwartz rimase in Sun e nel 1997 divenne responsabile del product marketing di JavaSoft. In seguito ha ricoperto una serie di incarichi sempre più importanti diventando nel 2004 presidente e COO (chief operating officer) e rimpiazzando infine nel 2006 come CEO (amministratore delegato), Scott McNealy, il cocreatore di Sun.

Nonostante l’interesse e le numerose richieste Sun ha deciso di non proseguire lo sviluppo del parco software della Lighthouse e, a differenza di altre software house dell’epoca (come la Omni), non ha mai intrapreso il (naturale) porting per Mac OS X, rendendo invece solo disponibili le vecchie versioni per NeXT/OPENStep gratuitamente online.

Immagine tratta da Wikipedia

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Apple & Sun: Curtis Sasaki

 Articolo pubblicato il 21/12/2007 che parla di Personaggi,Software 

Che nella Silicon Valley nel corso della propria carriera si passi da un’azienda all’altra non è una rarità: ci sono però alcuni personaggi che emergono per il ruolo di spicco avuto più volte in progetti importanti.

Curtis SasakiÈ il caso di Curtis Sasaki, che nel curriculum ha diverse voci decisamente interessanti tra cui Apple e Sun. Nel 1984 era in Apple per il lancio del Macintosh e successivamente ha ricoperto il ruolo di responsabile per lo sviluppo di vari Apple II tra cui il IIGS ma anche di stampanti come la ImageWriter II e la LaserWriter.
Sasaki ha poi seguito Steve Jobs in NeXT dove ha passato diversi anni ottenendo anche un brevetto per il suo lavoro sulla tecnologia magneto-ottica (su cui si basava l’unità dei primi modelli di black hardware). A NeXt ha fatto seguito un periodo in General Magic, sfortunato progetto voluto e finanziato da Apple che doveva creare una nuova piattaforma per PDA e dispositivi mobili.

Da qualche anno, come anticipato, Sasaki è in Sun dove come capo ha trovato Jonathan Schwartz, anche lui con trascorsi NeXT. Tra i ruoli ricoperti da Sasaki spicca quello nel 2002 di leader del “Project Madhatter” (poi noto come Java Desktop System), iniziativa atta a creare un sistema operativo basato su Linux.

Immagine tratta da www.soocool.com

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Rapsodia di una migrazione: da OpenSTEP a Rhapsody

 Articolo pubblicato il 14/10/2007 che parla di Eventi,Personaggi,Software 

Il rilascio nell’autunno del 1997 di Rhapsody rappresenta un importante passo intermedio verso il sistema operativo poi noto come Mac OS X.

Rhapsody DR1 CD 2In realtà i confini tra il sistema operativo offerto da NeXT e ciò che Apple avrebbe poi proposto nel 2001 a tutta la sua utenza sono molto sfocati. C’è addirittura chi, come Eryk Vershen, non vede differenze sostanziali tra Rhapsody e Mac OS X dato che il “core OS è in entrambi i casi un misto di [kernel] Mach e BSD”.

Il lavoro per il nuovo Mac OS prese il via dalla collaborazione degli ingegneri NeXT con il team (Mk)Linux di Apple per realizzare il porting su hardware PowerPC di una versione di OpenStep interna e mai rilasciata commercialmente. Le Developer Release di Rhapsody e poi le due versioni di Mac OS X Server hanno infatti anche una numerazione secondaria non ufficiale che di fatto si interseca e prosegue quella di OpenSTEP interrotta con la 4.x da cui si passa alla 5 (Rhapsody DR1) arrivando sino alla 5.6 (Mac OS X Server 1.2).

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