I su e giù di Apple e IBM

 Articolo pubblicato il 03/06/2014 che parla di Hardware,Software 

Prima acerrimi antagonisti, poi partner e infine ai ferri corti. Il rapporto tra Apple e “Big Blue” assomiglia molto a una telenovela durata un quarto di secolo.

Welcome IBM Apple adNell’agosto del 1981 Apple acquista una pagina del Wall Street Journal per pubblicare un messaggio rivolto ad un nuovo concorrente>. “Benvenuta, IBM. Davvero” recita la scritta a tutta pagina con cui Apple dà ironicamente il benvenuto al “PC”, lanciato qualche settimana prima: all’epoca l’Apple II è il leader indiscusso dei personal computer Apple e ritiene (erroneamente) molto improbabile che un colosso come IBM possa avere successo nel settore. Qualche anno dopo le quote di IBM superano quelle di Apple e lo scontro tra le due aziende è all’ordine del giorno. Tutta la strategia e la promozione di Apple punta sull’essere un’alternativa ai PC da ufficio: l’esempio più lampante è il celeberrimo spot pubblicitario per il lancio del Macintosh, in cui IBM viene raffigurata come il Grande Fratello informatico. Per non parlare di una foto del 1983 che ritrae Steve Jobs fare un gestaccio davanti al logo di IBM

Nel dicembre 1989 Apple offre una serie di soluzioni software che gettano un ponte tra i Mac e le proposte server della DEC: la mossa viene vista come un’alleanza strategica contro IBM: Digital è il suo antagonista principale nei “business computer” mentre Apple lo è in quello dei personal.

Ma nel 1991, a sorpresa, Apple e IBM diventano amiche e stringono una serie di accordi.
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P.A. Semi ed Apple: storia di un matrimonio rimandato

 Articolo pubblicato il 02/04/2010 che parla di Hardware,Lo sapevate che...,Personaggi 

Furono in molti a stupirsi quando nell’estate del 2005, sul palco della World wide Developer Conference (WWDC), Steve Jobs annunciò il passaggio dei Macintosh da processori RISC PowerPC di IBM ai Core Duo di Intel, evoluzione dei criticati e sbeffeggiati Pentium.

Logo della PA SemiLo stupore più grande in assoluto fu però quello di un gruppo di sviluppatori di microchip che nei giorni seguenti si aggirarono nei corridoi di Infinite Loop in preda a shock. Si trattava del personale della P.A. Semi, un’azienda di Palo Alto (da cui le iniziali nel nome) giovane e piccola ma con un pedigree prestigioso che stava collaborando con Apple su una futura evoluzione dei PowerPC.

Come riferì nel 2006 The Register, gli sviluppatori erano all’opera da mesi ed avevano unito le loro forze a quelle di Apple. L’obiettivo era quello di capire se Mac OS X poteva essere oggetto di un porting sui nuovi microprocessori della Semi. Quando arrivò la notizia che l’azienda di Cupertino aveva raggiunto un accordo con Intel, la sorpresa fu tanta e foriera di problemi: come affermò una persona informata dei fatti “la P.A. Semi ci contava proprio” e dopo il passaggio ad Intel “non avevano alcuna idea di cosa sarebbe successo”. Lo sapeva invece Apple, e molto bene, ma prima di arrivare alla conclusione facciamo un passo indietro.

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