Le mele di Apple

 Articolo pubblicato il 04/06/2015 che parla di Lo sapevate che... 

Gran parte dei prodotti di Apple, oltre al nome ufficiale, ne ha uno in codice, provvisorio o atto a celarne la vera natura durante lo sviluppo. Alcuni dei nomi in codice sono semplici sigle di numeri e lettere, ma molti altri sono presi in prestito da località, animali, oggetti, personaggi e altro caro ai progettisti o ai dirigenti.
In questa tradizione rientra anche una serie di nomi tratti da varietà o meglio da cultivar di mele.

Il primo e più famoso esempio è sicuramente quello del Macintosh.
Il nome fu originariamente scelto da Jef Raskin nel 1979 per il suo progetto di un computer economico e facile da utilizzare. La McIntosh era il cultivar preferito di Raskin, che ne cambio la grafia – invano – non tanto per camuffare il riferimento al frutto ma per evitare beghe legali con un omonimo produttore di apparecchiature HiFi.

Il secondo prodotto Apple con un nome in codice preso dalle mele risale all’inizio degli anni ’80. Si tratta del disco rigido esterno ProFile, utilizzabile con l’Apple III e il Lisa, e lanciato sul mercato nel 1981. Durante lo sviluppo il ProFile venne soprannominato Pippin, nome che ricorre in diverse varietà di mela e che venne affibiato anche ad altro hardware ideato a Infinite Loop l’Apple IIc.
[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , , , , , ,
 
Avete dei commenti?  

Il Pippin

 Articolo pubblicato il 09/01/2013 che parla di Hardware 

Nel dicembre del 1994, dopo quasi un decennio di rifiuti ostinati, Apple cambiò posizione e decise di dare in licenza la tecnologia Macintosh.

Questo periodo di “apertura” durò poco meno di tre anni e terminò nel 1997, quando Steve Jobs, al suo ritorno, revocò la licenza tramite l’escamotage del rilascio di Mac OS 8 e rilevò le spoglie di uno dei più capaci e fortunati concorrenti, la Power Computing.

Logo PIPP!NLa concessione delle licenze produsse non solo una serie di cloni Macintosh ma anche un ambizioso dispositivo che venne proposto a partire dal 1996 dalla giapponese Bandai basandosi sulla tecnologia del “computer for the rest of us”. Si trattava di una console per giochi e per titoli multimediali, chiamata Pippin o Pipp!n, con un punto esclamativo al posto della seconda “i”.
Il nome scelto non era affatto casuale e attingeva alla tradizione “fruttifera” di Apple: Newtown Pippin è un cultivar di mela, più piccolo e aspro della mela McIntosh.
[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , , , , , ,
 
1 commento  




 


Basato su WordPress e sul tema Conestoga Street di Theron Parlin