I Macintosh che si assomigliano

 Articolo pubblicato il 02/02/2015 che parla di Design,Hardware,Lo sapevate che... 

Rinnovare l’hardware e lasciare immutato il design? È una pratica che in Apple è in auge da più di vent’anni…

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Nel 1988 Apple presentò il Macintosh IIx. Si trattava di una variante del rivoluzionario Macintosh II con processore più potente (e coprocessore matematico): la parentela venne sottolineata riutilizzando lo stesso design industriale. La scelta, per l’epoca insolita, venne ripetuta due anni dopo quando arrivò il potentissimo IIfx, anch’esso con un case praticamente indistinguibile da quello del Macintosh II. L’anno seguente venne presentato l’economico Macintosh IIcx, e pochi mesi dopo Apple riutilizzò le forme per il IIci. Dopo un paio d’anni, con qualche modifica stilistica, lo stesso case compatto venne riproposto una terza volta, al servizio del più piccolo dei Quadra, il 700.

Si trattava delle prime occorrenze di una pratica che nel giro di qualche anno sarebbe diventata molto diffusa in Apple, e che continua tuttora. Le motivazioni erano molteplici: riutilizzando lo stesso design si ammortizzava il costo iniziale per la ricerca, si ottimizzava il “time to market”, aumentando la competività, si dava coerenza al design dei prodotti e un senso di stabilità e tranquillità all’utente, puntando a minimizzare invece che evidenziare i grandi cambiamenti “sotto il cofano”.

Negli anni Novanta una manciata di computer desktop e tower attraversò immutata (o quasi) sconvolgimenti tecnologici ed aziendali notevoli. Apple sfornò e mise in vendita svariati Macintosh esteticamente simili che, in alcuni casi, di diverso avevano solo la dotazione software e una targhetta sul davanti, causando non poca confusione tra l’utenza.
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Il PPC 603e: dai Mac allo spazio

 Articolo pubblicato il 27/09/2011 che parla di Lo sapevate che... 

5200La seconda generazione di processori PowerPC esordì nell’aprile del 1995 con l’arrivo del Power Macintosh 5200 LC. Il computer era dotato di un nuovissimo chip PPC 603 a una frequenza di 75 MHz, una cache di primo livello di 8 KB e un bus da 37,5 MHz.

Il 5200 – insieme al più potente 6200, del maggio 1995 – rimase però uno dei pochi modelli di Macintosh a utilizzare il PowerPC 603 nella sua versione originale. Si scopri infatti che la cache ridotta di cui era dotato il processore non andava per nulla d’accordo con il sistema operativo. All’epoca il Mac OS era in buona parte composto da codice per i processori 68000 e veniva quindi emulato sui PowerPC: con poca cache le performance erano pessime tant’è che i primi Mac con il 603 si guadagnarono una cattiva fama.

Il problema venne risolto creando una variante del processore, il PPC 603e, con una cache aumentata a 16 KB (la stessa dimensione presente sui PPC 601) e la possibilità di spingersi a 200 MHz e in seguito sino a 300 MHz dal massimo originario di 120 MHz. Queste caratteristiche permisero uno sfruttamente molto più esteso del processore e l’impiego sui portatili, che per la prima volta vennero dotati di PowerPC.

Così al Macworld Expo di Boston, nell’agosto 1995, Apple presentò tra i vari prodotti anche il PowerBook 5300 e il PowerBook Duo 2300, due computer agli antipodi come concezione e target ma accomunati da un hardware sostanzialmente identico.
Uno era l’ambizioso ma sfortunato successore della serie 500 e l’altro un ultimo colpo di cosa della minimale linea Duo. Entrambi, però, avevano la stessa scheda madre con sopra lo stesso processore, un PowerPC 603e a 100 MHz.
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Il Pismo

 Articolo pubblicato il 24/02/2010 che parla di Design,Hardware 

Noto ufficialmente come “PowerBook (Firewire)” il Pismo è stato presentato nel febbraio 2000 ed è l’ultimo dei portatili professionali basati sul processore G3.

PowerBook G3 (Firewire)Il suo erede sarà infatti il PowerBook G4 con cui Apple abbandonerà definitivamente l’uso dellle forme svasate, del colore nero e della plastica sui modelli di fascia alta nonché il sistema di espansione tramite moduli laterali intercambiabili e estraibili.

Evoluzione del precedente PowerBook G3 (Bronze keyboard), noto come Lombard, il Pismo -il cui nome in codice è un omaggio alla città di Pismo Beach in California– ne ripropone forme, dipensioni e soluzioni ma prosegue l’evoluzione verso nuove tecnologie, in particolare nella connettività.

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Robert Brunner, l’angelo del design

 Articolo pubblicato il 01/01/2010 che parla di Design,Hardware,Personaggi 

Bob BrunnerIl rischio di Robert “Bob” Brunner è quello di passare alla storia come “l’uomo che ha assunto Jonathan Ive”, come ha ironizzato lui stesso in pubblico. Forse proprio per questo vale la pena ricordare e sottolineare i meriti innegabili del biondissimo ed occhialuto progettista, meriti che lo fanno rientrare di diritto tra i designer più importanti della storia di Apple se non dell’informatica degli ultimi vent’anni.

Nato nel 1955 e figlio di un ingegnere della IBM, Brunner ha collaborato con Apple sin dalla fine degli anni ’80 anzitutto come titolare dello studio Lunar Design e poi come responsabile in capo dell’IDG (Industrial Design Group) a Infinite Loop dal 1990 al 1996, dove ha apposto la sua firma su numerosi prodotti chiave dell’azienda.

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I primati del PowerBook serie 500

 Articolo pubblicato il 01/12/2009 che parla di Design,Hardware,Personaggi 

Ci sono momenti nella storia di Apple in cui sono state fatte delle scelte nuove che hanno anticipato radicalmente i tempi o mostrato strade diverse. È sicuramente merito della dimensione di Apple ma anche di una cultura insita all’azienda, che sin dai tempi di Wozniak ha operato scelte spesso coraggiose e insolite rispetto al resto del mercato. Esempi sono l’adozione dei floppy da 3,5 e poi nel 1997 la loro dismissione o l’adozione della SCSI nei primi Macintosh e la scelta di passare, in occasione del lancio dell’iMac, alle connessioni USB per tutte le periferiche.

Uno di questi momenti di innovazione è rappresentato dall’introduzione del Powerbook serie 500 nel maggio 1994.

Sviluppato con il nome in codice “Blackbird”, il 500, disponibile in cinque varianti (di cui una esclusiva per il Giappone), vanta vari primati rispetto alla concorrenza ma anche ai Mac portatili che lo hanno preceduto.


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La sottile innovazione del Lombard

 Articolo pubblicato il 25/05/2009 che parla di Design,Hardware 

Il PowerBook G3 “Lombard” o “Bronze” (dal colore ambrato trasparente della tastiera) venne presentato il 10 maggio 1999 da Steve Jobs sul palco del WWDC 99 e reso disponibile a partire dalla fine del mese.

Il PowerBook G3 LombardSi trattava del terzo PowerBook con processore G3 (e del secondo dal ritorno di Jobs): anche se a prima vista ricalcava le linee del Wallstreet, portava in dote numerose innovazioni tecnologiche e elementi strategici su cui Apple avrebbe puntato negli anni seguenti.

I modelli offerti erano due e si differenziavano oltre che per la velocità del processore, cache e dotazione di disco per la predisposizione alla riproduzione di DVD.

Il modello base, proposto a 2499 dollari, aveva un processore G3 a 333 MHz, 512K di cache L2, 4GB di disco e un lettore CD a 24x mentre quello superiore a 3,499 dollari offriva il G3 a una frequenza di 400 MHz potenziata dal doppio di cache L2 (1MB), 6GB di disco e soprattutto un decoder MPEG-2 incorporato sulla scheda madre che lavorava in coppia con un lettore DVD-ROM 2x come unità ottica.

In Italia le due configurazioni furono vendute rispettivamente a 5’032’000 e 6’969’000 Lire Iva esclusa (fonte: Applicando 164 del giugno 1999)

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La sottile innovazione di Apple

 Articolo pubblicato il 12/05/2009 che parla di Eventi,Novità 

Dieci anni fa cominciava la “corsa” di Apple a portatili sempre più sottili e slanciati e dalla lunga autonomia. È il sottotesto della presentazione targata Storie di Apple e tenuta a Casalecchio al MacDay 2009 ai cui organizzatori (in primis Stefano Stefani) va un grosso ringraziamento.

Storie di Apple - MacDay 2009 - DI cosa parliamo?La (breve) presentazione ha posto l’attenzione sui due prodotti di rilievo presentati da Steve Jobs nel maggio 1999 alla conferenza per sviluppatori WWDC, il Macintosh PowerBook G3 “Lombard” ed il Mac OS 8.6.

Sono due prodotti strettamente collegati nella comune ricerca della estrema portabilità e efficienza e contenegono in nuce molti degli elementi futuri su cui Apple avrebbe basato (e basa tuttora) la sua offerta e la sua immagine.

La riduzione dello spessore e del peso del Lombard rispetto al Wallstreet sono proseguite nel corso degli anni con il PowerBook G4 e infine culminate nel MacBook Air. Storie di Apple - MacDay 2009 - Il LombardLe novità sotto il cofano di Mac OS 8.6, mai abbastanza lodate, hanno permesso di migliorare affidabilità e ottimizzare i consumi che nell’epoca dei G3 e con la possibiltà di montare due batterie ha prodotto autonomie eccezionali.

Estremamente interessanti anche gli aspetti legati al marchio di Apple, che si è progressivamente semplificato, e la nascita di un nuovo stile promozionale, basato sull’animazione tipografica, e usato per comunicare i concetti chiave e per rivolgersi a clienti e utenti.

Sono tutti aspetti che cercheremo di approfondire: nel frattempo trovate le schermate della presentazione nell’archivio dei documenti di Storie di Apple da scaricare e visionare in formato PDF.

Buona visione e lettura.

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