Il Lombard e l’animazione tipografica

 Articolo pubblicato il 10/05/2009 che parla di Design,Lo sapevate che... 

sottileIl PowerBook G3 “Lombard” segnò anche un momento di svolta per l’iconografia pubblicitaria ed il branding di Apple.

L’azienda giocava da anni con effetti tipografici ma lo spot realizzato per promuovere il portatile è tra i primi filmati, se non in assoluto il primo, a fare uso di un’animazione con coreografici avvicendamenti della stessa parola in varie lingue, tecnica che sarebbe divenuta celebre grazie alle “intro” del sistema operativo.

slankNel 1999 la parola chiave era -ovviamente- “Sottile” e impostata ancora nel consueto Apple Garamond, carattere usato anche nell’introduzione a Mac OS 9. Questo accoglieva gli utenti con una sequenza di “Benvenuti”, rituale che sarebbe stato proseguito (dal 2001 in poi) da Mac OS X ma con scritte in Lucida Sans che dal 10.4 (nel 2005) divennero tridimensionali.

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Il design tutto in economia del PowerBook 5300

 Articolo pubblicato il 15/09/2008 che parla di Design,Hardware,Novità,Personaggi 

Presentato alla fine dell’estate del 1995, il PowerBook 5300 era il risultato di “solo” un anno di progettazione e frutto dell’esperienza fatta con il precedente innovativo modello 500.
Opera del designer Masamichi Udagawa, che ha realizzato anche la ridottissima stampante portatile StyleWriter 2200, le sue forme furono ideate e concretizzate in un lasso di tempo estremamente breve, tra il gennaio e il giugno 1993 e sono un esempio di come l’Industrial Design Group di Apple sia stato in grado di sposare forma e contenuto, coniugando la sua ricerca estetica con limitazioni ed esigenze commerciali.

PowerBook 190 - 5300Il PowerBook 5300, noto con i nomi in codice Anvil ed M2 gode di alcuni primati, tra cui quello di montare un processore 603e (con frequenze da 100 a 117 Mhz) e di essere quindi il primo PowerBook con la scritta (e la potenza) PowerPC. Ancora più rilevante fu la richiesta, fatta dal responsabile del marketing Dave Rotschild, che il 5300 fosse il portatile più piccolo disponibile sul mercato all’epoca ed al tempo stesso quello più completo e ricco di funzionalità, il primo a includere un drive estraibile e sostituibile con altri dispositivi tramite un sistema di moduli.

[continua la lettura della storia]

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Dal Titanium al MacBook Pro: sette anni di continuità o di stasi?

 Articolo pubblicato il 25/06/2008 che parla di Design,Hardware 

PBG4Presentato nel gennaio del 2001 il design del PowerBook G4 Titanium 15″ si avvia ad essere uno dei più longevi della storia dell’Industrial Design di Apple.

È difatti arrivato a noi sino all’estate del 2008 sostanzialmente immutato: è da più di sette anni che imperano le forme essenziali delineate originariamente da Daniele De Iuliis, veterano dell’IDG e collaboratore di lunga data di Jonathan Ive sin dai tempi del Newton.

PBG4 AluSi potrebbe obiettare che nel 2003, prima con l’esordio delle scocche in alluminio dei PowerBook 12″ e 17″ e poi con l’arrivo del primo 15″ anch’esso in questo materiale ci sia stato un cambiamento ma questo, oggettivamente si è limitato ad aspetti anche molto importanti ma che non hanno mutato radicalmente l’aspetto dei portatili “pro”. Per avvalorare questa affermazione basta tornare di qualche anno indietro e notare anche solo superficialmente lo scarto enorme tra il PowerBook G3, noto come Pismo, ed il primo PowerBook G4 in oggetto.

Il cambiamento, a guardare meglio, non c’è stato nemmeno nel 2006 allo storico passaggio di Apple dai processori PowerPC a quelli di Intel quando il MacBook Pro guadagnò giusto qualche millimetro, e accessori come una webcam e l’attacco magnetico della presa d’alimentazione. Lo stupore dei molti fu però mitigato dalla consapevolezza di alcuni osservatori che si trattava di una scelta “fedele alla linea” già adottata in almeno altri due momenti di mutamento tecnologico.
Motivo del look immutato di iMac, Mac mini, MacPro e (appunto) MacBook Pro era il rassicurare il pubblico e minimizzare dubbi o timori sulla transizione.

Se però in passato dopo un lasso di tempo per l’acclimatamento psicologico il cambiamento c’è stato (pensiamo ai PowerBook G3 series o ancora di più ai G3 bianchi e blu) negli ultimi due anni Apple pare aver negato o (speriamo) rimandato a più riprese un ripensamento delle forme.
Si potrebbe quasi concludere che al progredire delle fortune di Apple sia al contempo regredita la sua voglia di sperimentare e rischiare sulle linee “pro” con un’azienda occupata da altro (iPod e iPhone) e che si è limita a ritoccare qualche modello della linea consumer e piuttosto preferisce intraprendere nuove strade parallele come quella del MacBook Air.

Immagini dei computer tratte da Apple History.

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