Le app indispensabili: TenFourFox

 Articolo pubblicato il 11/11/2015 che parla di Software 

Se avete un vecchio Macintosh con processore PowerPC e volete navigare su siti web moderni la scelta cade per forza di cose su un browser: 10.4Fx, meglio noto come TenFourFox.

TenFourFox: A fork of Mozilla Firefox ESR 38 for the Power Macintosh and Mac OS X Tiger PowerPC

TenFourFox è un acclamato ed eroico port di Firefox realizzato e curato da utenti Power Mac “che lavorano per rendere ancora attuali i Power Macintosh in un mondo Intel”.
Mentre scrivo questo testo, l’ultima versione di TenFourFox rende disponibili “tutte le più recenti correzioni di bug, le migliorie per la sicurezza e le potenti tecnologie alla base di Mozilla Firefox 38 ESR“.

Ma facciamo un passo indietro.
[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , , , , , , ,
 
2 commenti  

L’ascesa di Xcode

 Articolo pubblicato il 15/09/2014 che parla di Software 

Nell’estate del 2003, all’incontro per sviluppatori WWDC, Apple annunciò un nuovo ambiente di sviluppo software, mostrando una rinnovata attenzione alle esigenze dei programmatori. E alle evoluzioni hardware e software dell’azienda.

icona Xcode 1.0Dopo diversi anni di onorato servizio il vecchio IDE (Integrated Development Environment) Project Builder, originariamente creato per i sistemi NeXT ed ereditato (con le opportune modifiche) da Mac OS X, venne pensionato a favore del fiammante Xcode.

La prima versione, resa disponibile in forma stabile il 15 settembre 2003, prese (ovviamente) le mosse da Project Builder, ma introdusse anche alcune nuove funzioni. Nel corso degli anni Apple proseguì a potenziare e migliorare Xcode dotandolo di caratteristiche utili e in alcuni casi essenziali per chi sviluppava per Macintosh, e non solo.
[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , , , ,
 
1 commento  

I su e giù di Apple e IBM

 Articolo pubblicato il 03/06/2014 che parla di Hardware,Software 

Prima acerrimi antagonisti, poi partner e infine ai ferri corti. Il rapporto tra Apple e “Big Blue” assomiglia molto a una telenovela durata un quarto di secolo.

Welcome IBM Apple adNell’agosto del 1981 Apple acquista una pagina del Wall Street Journal per pubblicare un messaggio rivolto ad un nuovo concorrente>. “Benvenuta, IBM. Davvero” recita la scritta a tutta pagina con cui Apple dà ironicamente il benvenuto al “PC”, lanciato qualche settimana prima: all’epoca l’Apple II è il leader indiscusso dei personal computer Apple e ritiene (erroneamente) molto improbabile che un colosso come IBM possa avere successo nel settore. Qualche anno dopo le quote di IBM superano quelle di Apple e lo scontro tra le due aziende è all’ordine del giorno. Tutta la strategia e la promozione di Apple punta sull’essere un’alternativa ai PC da ufficio: l’esempio più lampante è il celeberrimo spot pubblicitario per il lancio del Macintosh, in cui IBM viene raffigurata come il Grande Fratello informatico. Per non parlare di una foto del 1983 che ritrae Steve Jobs fare un gestaccio davanti al logo di IBM

Nel dicembre 1989 Apple offre una serie di soluzioni software che gettano un ponte tra i Mac e le proposte server della DEC: la mossa viene vista come un’alleanza strategica contro IBM: Digital è il suo antagonista principale nei “business computer” mentre Apple lo è in quello dei personal.

Ma nel 1991, a sorpresa, Apple e IBM diventano amiche e stringono una serie di accordi.
[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , , , , , , , , ,
 
3 commenti  

Disponibile CRUX PPC 3.0

 Articolo pubblicato il 17/06/2013 che parla di Novità,Software 

cruxppcNel settembre 2011 ho intervistato Nico Macrionitis, uno dei curatori (italiani) della versione per processori PowerPC della distribuzione Linux CRUX.

A distanza di quasi due anni segnalo con estremo piacere che il progetto è ancora vivo. In questi giorni è infatti stata resa disponibile la versione 3.0 del CRUX PPC.

Come spiegato nell’intervista, questo OS può rivelarsi utile per chi vuole usare e/o rivitalizzare un (ormai) vecchio Macintosh con processore RISC PowerPC, utilizzando software libero e gratuito e un po’ più sicuro e più aggiornato di quello fornito da Apple all’epoca e ormai vetusto, discorso che purtroppo vale anche per gli strumenti di terzi, nonostante lodevoli eccezioni come Classilla e TenFourFox.

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , ,
 
Avete dei commenti?  

CRUX PPC, il Linux italiano per Mac con PowerPC – Intervista a Nico Macrionitis

 Articolo pubblicato il 09/07/2012 che parla di Personaggi,Software 

Flattr thisSono ormai passati diversi anni da quando Apple ha accantonato i processori PowerPC a favore di quelli Intel. Nel frattempo utenti e sviluppatori si sono adeguati e questo vale anche per i sistemi operativi alternativi. C’è però ancora chi si rivolge a chi ha un vecchio Macintosh e tra questi c’è CRUX PPC, un porting per PowerPC di una distribuzione GNU/Linux.

cruxppcCRUX PPC è un progetto ideato e seguito da sviluppatori italiani che in questi anni prosegue sulla sua strada con lo sviluppo del sistema operativo.
Abbiamo contattato uno dei curatori, Nico Macrionitis che, con la collaborazione di Giorgio Agrelli, ci ha illustrato il progetto, le sue caratteristiche e permesso di fare il punto della situazione di questo “Linux” italiano per PowerPC.

Storie di Apple: Come è nato CRUX PPC?
Nico Macrionitis: Mater artium necessitas.
Correva l’anno 2003 quando venne fatto un primo port della distribuzione CRUX su di un, all’epoca, nuovo portatile: un Apple iBook G3. Era da poco più di un anno che nel NaLug (Napoli Linux User Group) alcuni di noi avevano eletto la CRUX quale degna sostituta della cara vecchia Slackware. Così sono nati il Progetto CRUX Italia e parallelamente CRUX PPC.

SdA: A chi si rivolge Crux PPC? Chi sono i vostri utenti?
NM: La filosofia KISS [acronimo che sta per “Keep It Simple, Stupid”, nda] è alla base della distribuzione CRUX e l’ha portata ad avere come target principale utenti decisamente esperti che non disdegnano di ottimizzare a loro volta, lavorando autonomamente, la distribuzione stessa.
CRUX PPC ha il pregio di esser minimale e per tal motivo è sconsigliato il suo utilizzo ad utenti alle prime armi o che cercano un sistema operativo totalmente automatizzato.
[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , ,
 
2 commenti  

Il PPC 603e: dai Mac allo spazio

 Articolo pubblicato il 27/09/2011 che parla di Lo sapevate che... 

5200La seconda generazione di processori PowerPC esordì nell’aprile del 1995 con l’arrivo del Power Macintosh 5200 LC. Il computer era dotato di un nuovissimo chip PPC 603 a una frequenza di 75 MHz, una cache di primo livello di 8 KB e un bus da 37,5 MHz.

Il 5200 – insieme al più potente 6200, del maggio 1995 – rimase però uno dei pochi modelli di Macintosh a utilizzare il PowerPC 603 nella sua versione originale. Si scopri infatti che la cache ridotta di cui era dotato il processore non andava per nulla d’accordo con il sistema operativo. All’epoca il Mac OS era in buona parte composto da codice per i processori 68000 e veniva quindi emulato sui PowerPC: con poca cache le performance erano pessime tant’è che i primi Mac con il 603 si guadagnarono una cattiva fama.

Il problema venne risolto creando una variante del processore, il PPC 603e, con una cache aumentata a 16 KB (la stessa dimensione presente sui PPC 601) e la possibilità di spingersi a 200 MHz e in seguito sino a 300 MHz dal massimo originario di 120 MHz. Queste caratteristiche permisero uno sfruttamente molto più esteso del processore e l’impiego sui portatili, che per la prima volta vennero dotati di PowerPC.

Così al Macworld Expo di Boston, nell’agosto 1995, Apple presentò tra i vari prodotti anche il PowerBook 5300 e il PowerBook Duo 2300, due computer agli antipodi come concezione e target ma accomunati da un hardware sostanzialmente identico.
Uno era l’ambizioso ma sfortunato successore della serie 500 e l’altro un ultimo colpo di cosa della minimale linea Duo. Entrambi, però, avevano la stessa scheda madre con sopra lo stesso processore, un PowerPC 603e a 100 MHz.
[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , ,
 
Avete dei commenti?  

P.A. Semi ed Apple: storia di un matrimonio rimandato

 Articolo pubblicato il 02/04/2010 che parla di Hardware,Lo sapevate che...,Personaggi 

Furono in molti a stupirsi quando nell’estate del 2005, sul palco della World wide Developer Conference (WWDC), Steve Jobs annunciò il passaggio dei Macintosh da processori RISC PowerPC di IBM ai Core Duo di Intel, evoluzione dei criticati e sbeffeggiati Pentium.

Logo della PA SemiLo stupore più grande in assoluto fu però quello di un gruppo di sviluppatori di microchip che nei giorni seguenti si aggirarono nei corridoi di Infinite Loop in preda a shock. Si trattava del personale della P.A. Semi, un’azienda di Palo Alto (da cui le iniziali nel nome) giovane e piccola ma con un pedigree prestigioso che stava collaborando con Apple su una futura evoluzione dei PowerPC.

Come riferì nel 2006 The Register, gli sviluppatori erano all’opera da mesi ed avevano unito le loro forze a quelle di Apple. L’obiettivo era quello di capire se Mac OS X poteva essere oggetto di un porting sui nuovi microprocessori della Semi. Quando arrivò la notizia che l’azienda di Cupertino aveva raggiunto un accordo con Intel, la sorpresa fu tanta e foriera di problemi: come affermò una persona informata dei fatti “la P.A. Semi ci contava proprio” e dopo il passaggio ad Intel “non avevano alcuna idea di cosa sarebbe successo”. Lo sapeva invece Apple, e molto bene, ma prima di arrivare alla conclusione facciamo un passo indietro.

[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , , , , , ,
 
1 commento  




 


Basato su WordPress e sul tema Conestoga Street di Theron Parlin