I creatori dell’Apple IIgs
I primi 50’000 Apple IIgs vennero prodotti in una versione commemorativa del genio di Steve Wozniak, chiamata “Woz” limited edition e con la sua firma nell’angolo destro del case.
Gli acquirenti di questa versione speciale (ma identica nell’hardware) avevano diritto anche a ricevere una lettera personalizzata dal cofondatore di Apple e un “Certificato di autenticità” firmato da lui e da altri dodici colleghi.
Se Wozniak è arcinoto questo non è vero per gli altri, che meritano un approfondimento per il loro ruolo nella realizzazione del modello più potente e ambizioso della linea Apple II.
Ecco anzitutto la trascrizione dei dodici nomi che si celano dietro le firme sul certificato: John K. Medica, Dan Hillman, Nancy Stark, Adam Grosser, Robin (?) Moore, Don Porter, Harvey Lehtman, Fern Bachman, Curtis G. Sasaki, Jim Jatczynski, Eagle I. Berns, Jay Rickard.
Ecco di seguito informazioni su alcuni di questi nomi*.
[continua la lettura della storia]
Captain Crunch e Apple – Intervista a John Draper
Note: the interview is also available in english on Stories of Apple.net
John T. Draper, meglio noto come Captain Crunch è senza ombra di dubbio una delle figure chiave della storia dell’informatica e della telematica sin da quando, alla fine degli anni ’60 apprese che inviando un suono a 2600 Hz era possibile effettuare telefonate interurbane attraverso la rete telefonica Statunitense.
Celebrità e guai arrivarono contemporanemante con un articolo su Esquire nel 1971, in seguito al quale Draper venne contattato da un tale Steve Wozniak, ansioso di mostrargli la blue box che aveva costruito e capire come farla funzionare.
È nata così un’amicizia ed un rapporto anche professionale che dura ancora a distanza di più di 30 anni. In questo lungo periodo Draper, con le sue gesta, la sua curiosità e caparbia indipendenza ha avuto a che fare con Apple, la IBM ed ispirato direttamente ed indirettamente generazioni di smanettoni in tutto il mondo ad esplorare i sistemi ed a piegarli a fare cose nuove e proibite con pochi mezzi, ma tanta inventiva e entusiasmo. Lo stesso entusiasmo con cui, giunto in Italia ospite del campeggio tecnologico MOCA2008, ci ha raccontato alcuni episodi del passato e aggiornato sulle sue ultime imprese.
Storie di Apple: Tu hai lavorato per Apple ad un’interfaccia telefonica per l’Apple II: com’è andata?
John Draper: Bisogna cominciare da come ho conosciuto Steve Wozniak. Mi contattò quando facevo il DJ in radio, alla KKUP e chiese se volevo venire a trovarlo e dare un’occhiata alla sua blue box. Voleva che gli mostrassi come usarla. Io ero molto sospettoso. Era un periodo in cui c’era un bust in corso, c’erano molti arresti e avevo paura che stessero cercando di incastrarmi. Così ho fatto in modo di andare a trovarlo senza avere con me nulla di compromettente e che non succedesse nulla di illegale. Quando sono arrivato Woz mi fece vedere la blue box che aveva costruito e non era un granché.
Il problema della sua blue box era che generava onde quadre invece che sinusoidali: in questo modo i toni non sono puliti. Sono di pessima qualità e chi l’avesse usata avrebbe generato una richiesta di assistenza in centrale perché non avrebbero accettato i toni.
Dopo essere diventati amici mi presentò Steve Jobs. Stava lavorando ad un computer a 6 bit al che io ho chiesto “Ehi, perché solo 6 bit?” Con 6 bit si è molto limitati e lui rispose che lo faceva “solo per provare che era in grado di creare un computer, ecco tutto”. Poi qualche anno dopo lavorando prima alla Apple I e poi all’Apple II usò un cross-assembler fatto da me. Lo avevo fatto perché stavano arrivando sul mercato tutti questi microprocessori e c’era bisogno di assembler per sviluppare il software.
SdA: Quali microprocessori?
JD: Il cross-assembler era per l’[Intel] 8080, lo Z80, il 6502, il 1802 e il 6800.
Lo feci su un sistema time-sharing system su cui c’era solo il Basic. Prendeva il codice assembler, ne faceva il parsing in opcode e poi l’output era in binhex (esadecimale) così che si poteva fare il dump su nastro.
SdA: Non si stampava?
JD: No, all’epoca per soli quindici dollari si poteva avere un lettore di nastri che venivano svenduti. E probabilmente lo stesso Gates inizialmente usò questo sistema in Microsoft attrezzandosi solo dopo con un sistema di sviluppo più robusto, chiamato Crust.
Wozniak stava lavorando all’Apple II e mi propose di progettare per loro una “charlie board”.
[continua la lettura della storia]
Il computer aperto
Nelle immagini che si trovano online dell’Apple II di Jef Raskin (ma non solo quello) c’è un dettaglio che merita di essere evidenziato: manca il coperchio.
La spiegazione arriva sempre dalla descrizione dell’asta in cui si spiega che
a tutti i computer (Apple II) degli sviluppatori alla IAI [Information Appliance, Inc., nda] la parte superiore veniva tolta per avere accesso alla scheda madre e poter mettere e togliere schede o cavi per diagnostica
con -si legge inoltre- il monitor poggiato su un piedistallo leggermente arretrato rispetto al computer.
Quella di scoperchiare ed usare l’Apple II aperto con la sua componentistica a portata di mano era una pratica tutt’altro che rara all’epoca ed era coerente con la visione del suo progettista.
Il geniale Stephen Wozniak era lui stesso uno smanettone interessato ad un sistema il più possibile aperto ed estendibile nell’hardware, con ben otto slot di espansione, caratteristica che si ritroverà nel PC della IBM ma non nel Macintosh di Apple stessa (voluto “chiuso” da Steve Jobs).
Per la cronaca esistevano anche degli slot extender che permettevano di avere ancora più accessibile la scheda in fase di test innalzandola sopra il case: sempre aperto, ovviamente.
30 anni di Apple Inc.
Se l’anniversario pubblico della fondazione di Apple è il più noto 1 Aprile 1976 c’è un altro anniversario importante, quello della rinascita come azienda vera e propria. Lo si deve a Armas Clifford “Mike” Markkula, l’imprenditore “in pensione” che si appassionò e in pochi mesi, da novembre a gennaio, fece fare il salto di qualità ai due giovani ed ambiziosi Jobs e Wozniak.
La data del 3 gennaio 1977 segna l’incorporation e la nascita della attuale “Apple Inc.” che nacque come impresa a tutti gli effetti trent’anni fa con un capitale di 92‘000 dollari di Markkula e un fido bancario di 250‘000 dollari.
La nascita di questa seconda e attuale Apple fu effettuata rilevando per 5‘308,96 dollari l’accordo originario Jobs/Wozniak di qualche mese prima e il socio iniziale Ronald Wayne, già liquidato nel 1996 con 800 dollari, fu omaggiato di una ulteriore buonuscita di un terzo della somma.
Nota: l’evento citato è stato aggiunto al calendario di Storie di Apple.
Immagine tratta da en.wikipedia.org/wiki/Mike_Markkula
