L’Apple I

 Articolo pubblicato il 29/06/2015 che parla di Eventi,Hardware 

Il 29 luglio 1975 vide la luce il primo computer vero e proprio realizzato da Steve Wozniak.

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Agli inizi del marzo 1975 nella città californiana di Menlo Park, l’ingegnere informatico Gordon French organizzò nel suo garage la prima riunione dell’Homebrew Computer Club, in cui venne presentato l’Altair.

L’incontro fu di notevole stimolo per Wozniak, che vi partecipò con l’amico Allen Baum, e gli fece capire l’enorme potenziale dei microprocessori come l’Intel 8080 usato nell’Altair.
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Wozniak e le telefonate a sorpresa dall’aeroporto

 Articolo pubblicato il 01/04/2015 che parla di Personaggi 

Molte delle burle architettate da Steve Wozniak negli anni ’80 ruotano attorno all’utilizzo del telefono.

Wozniak con una Blue BoxPer anni Wozniak ha offerto sulla sua segreteria telefonica pesanti barzellette sui polacchi, ha sfruttato le “blue box” realizzate con Jobs per telefonare gratis al Papa fingendosi il segretario di stato Henry Kissinger e ha automatizzato i suoi scherzi telefonici sfruttando il modem per l’Apple II progettato dal suo amico Captain Crunch.

Alla lista di burle possiamo aggiungere un altro episodio, raccontato da Nolan Bushnell in “Chi sarà il prossimo Steve Jobs?”.

Bushnell ricorda che per alcuni anni, negli aeroporti degli Stati Uniti, c’erano schermi pubblicitari con sotto una fila di pulsanti. Premendoli si veniva immediatamente connessi a servizi per viaggiatori e turisti come alberghi e agenzie di autonoleggio.

Una sera sul tardi, Steve Wozniak decise di divertirsi un po’: guidò fino all’aeroporto di San Francisco e riprogrammò alcuni di quei servizi, cambiando i numeri di telefono delle varie aziende con quelli i suoi amici.

Nel cuore della notte, gli amici di Wozniak cominciarono a ricevere telefonate da gente che faceva domande come ‘Avete un auto di media cilindrata disponibile?’ e ‘Qual è il prezzo di una stanza?’

Nota: l’immagine di Wozniak è tratta da http://itrs.scu.edu/ratliff/cis/

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I creatori dell’Apple IIgs

 Articolo pubblicato il 12/05/2010 che parla di Personaggi 


I primi 50’000 Apple IIgs vennero prodotti in una versione commemorativa del genio di Steve Wozniak, chiamata “Woz” limited edition e con la sua firma nell’angolo destro del case.

Gli acquirenti di questa versione speciale (ma identica nell’hardware) avevano diritto anche a ricevere una lettera personalizzata dal cofondatore di Apple e un “Certificato di autenticità” firmato da lui e da altri dodici colleghi.
Se Wozniak è arcinoto questo non è vero per gli altri, che meritano un approfondimento per il loro ruolo nella realizzazione del modello più potente e ambizioso della linea Apple II.

AppleIIgs Woz certificate

Ecco anzitutto la trascrizione dei dodici nomi che si celano dietro le firme sul certificato: John K. Medica, Dan Hillman, Nancy Stark, Adam Grosser, Robin (?) Moore, Don Porter, Harvey Lehtman, Fern Bachman, Curtis G. Sasaki, Jim Jatczynski, Eagle I. Berns, Jay Rickard.

Ecco di seguito informazioni su alcuni di questi nomi*.


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Gli scherzi di Woz: l’Apple II chiama casa Jobs

 Articolo pubblicato il 18/12/2008 che parla di Hardware,Personaggi,Software 

Wozniak e Draper nel 2008Nel 1975 Steve Wozniak incaricò il phreaker John Draper, conosciuto come Captain Crunch, di creare una scheda per interfacciare l’Apple II alla linea telefonica.

Questa scheda, chiamata “Charlie Board”, purtroppo non venne mai messa in produzione a causa delle pressioni della compagnia telefonica AT&T che ne temeva i potenziali abusi da parte degli smanettoni.

Ci fu però almeno uno smanettone che riuscì ad esplorare questo potenziale: fu Steve Wozniak che durante la fase di progettazione si divertì a usare la scheda per perpetrare uno dei suoi (pesanti) scherzi, come racconta Draper stesso.

Così scrissi i programmi in basic per pilotare la scheda e farle eseguire delle operazioni. Scrissi un piccolo software dimostrativo che chiamava un numero, preparai una nota per Woz che ne spiegava il funzionamento e poi me ne andai a casa a riposare. Ero stato in piedi metà della notte a lavorarci e nella nota scrissi a Woz che sarei tornato sul tardi il giorno dopo aver fatto una bella dormita. Gli lasciai la cassetta [con il software] sulla scrivania.

La mattina dopo […] appena entrato Jobs mi saltò addosso urlando e lamentandosi che l’avevo chiamato a casa più volte di notte, dando fastidio i suoi genitori. Quando entrai nel laboratorio Woz e [Randy] Wigginton stavano ridendo forte […]. Woz mi disse che la scheda funzionava bene e mi rivelò con orgoglio che l’aveva programmata perché chiamasse di continuo casa Jobs.

Foto di Wozniak e Draper tratta da http://macenstein.com.

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Captain Crunch e Apple – Intervista a John Draper

 Articolo pubblicato il 04/12/2008 che parla di Hardware,Personaggi,Software 

Note: the interview is also available in english on Stories of Apple.net

John T. Draper, meglio noto come Captain Crunch è senza ombra di dubbio una delle figure chiave della storia dell’informatica e della telematica sin da quando, alla fine degli anni ’60 apprese che inviando un suono a 2600 Hz era possibile effettuare telefonate interurbane attraverso la rete telefonica Statunitense.

Celebrità e guai arrivarono contemporanemante con un articolo su Esquire nel 1971, in seguito al quale Draper venne contattato da un tale Steve Wozniak, ansioso di mostrargli la blue box che aveva costruito e capire come farla funzionare.

È nata così un’amicizia ed un rapporto anche professionale che dura ancora a distanza di più di 30 anni. In questo lungo periodo Draper, con le sue gesta, la sua curiosità e caparbia indipendenza ha avuto a che fare con Apple, la IBM ed ispirato direttamente ed indirettamente generazioni di smanettoni in tutto il mondo ad esplorare i sistemi ed a piegarli a fare cose nuove e proibite con pochi mezzi, ma tanta inventiva e entusiasmo. Lo stesso entusiasmo con cui, giunto in Italia ospite del campeggio tecnologico MOCA2008, ci ha raccontato alcuni episodi del passato e aggiornato sulle sue ultime imprese.

Captain Crunch chat 03Storie di Apple: Tu hai lavorato per Apple ad un’interfaccia telefonica per l’Apple II: com’è andata?
John Draper: Bisogna cominciare da come ho conosciuto Steve Wozniak. Mi contattò quando facevo il DJ in radio, alla KKUP e chiese se volevo venire a trovarlo e dare un’occhiata alla sua blue box. Voleva che gli mostrassi come usarla. Io ero molto sospettoso. Era un periodo in cui c’era un bust in corso, c’erano molti arresti e avevo paura che stessero cercando di incastrarmi. Così ho fatto in modo di andare a trovarlo senza avere con me nulla di compromettente e che non succedesse nulla di illegale. Quando sono arrivato Woz mi fece vedere la blue box che aveva costruito e non era un granché.
Il problema della sua blue box era che generava onde quadre invece che sinusoidali: in questo modo i toni non sono puliti. Sono di pessima qualità e chi l’avesse usata avrebbe generato una richiesta di assistenza in centrale perché non avrebbero accettato i toni.
Dopo essere diventati amici mi presentò Steve Jobs. Stava lavorando ad un computer a 6 bit al che io ho chiesto “Ehi, perché solo 6 bit?” Con 6 bit si è molto limitati e lui rispose che lo faceva “solo per provare che era in grado di creare un computer, ecco tutto”. Poi qualche anno dopo lavorando prima alla Apple I e poi all’Apple II usò un cross-assembler fatto da me. Lo avevo fatto perché stavano arrivando sul mercato tutti questi microprocessori e c’era bisogno di assembler per sviluppare il software.

SdA: Quali microprocessori?
JD: Il cross-assembler era per l'[Intel] 8080, lo Z80, il 6502, il 1802 e il 6800.
Lo feci su un sistema time-sharing system su cui c’era solo il Basic. Prendeva il codice assembler, ne faceva il parsing in opcode e poi l’output era in binhex (esadecimale) così che si poteva fare il dump su nastro.
SdA: Non si stampava?
JD: No, all’epoca per soli quindici dollari si poteva avere un lettore di nastri che venivano svenduti. E probabilmente lo stesso Gates inizialmente usò questo sistema in Microsoft attrezzandosi solo dopo con un sistema di sviluppo più robusto, chiamato Crust.
Wozniak stava lavorando all’Apple II e mi propose di progettare per loro una “charlie board”.

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Il computer aperto

 Articolo pubblicato il 29/09/2008 che parla di Hardware,Lo sapevate che...,Personaggi 

Nelle immagini che si trovano online dell’Apple II di Jef Raskin (ma non solo quello) c’è un dettaglio che merita di essere evidenziato: manca il coperchio.

La spiegazione arriva sempre dalla descrizione dell’asta in cui si spiega che

a tutti i computer (Apple II) degli sviluppatori alla IAI [Information Appliance, Inc., nda] la parte superiore veniva tolta per avere accesso alla scheda madre e poter mettere e togliere schede o cavi per diagnostica

con -si legge inoltre- il monitor poggiato su un piedistallo leggermente arretrato rispetto al computer.

Uno slot extenderQuella di scoperchiare ed usare l’Apple II aperto con la sua componentistica a portata di mano era una pratica tutt’altro che rara all’epoca ed era coerente con la visione del suo progettista.

Il geniale Stephen Wozniak era lui stesso uno smanettone interessato ad un sistema il più possibile aperto ed estendibile nell’hardware, con ben otto slot di espansione, caratteristica che si ritroverà nel PC della IBM ma non nel Macintosh di Apple stessa (voluto “chiuso” da Steve Jobs).

Per la cronaca esistevano anche degli slot extender che permettevano di avere ancora più accessibile la scheda in fase di test innalzandola sopra il case: sempre aperto, ovviamente.

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Gli scherzi di Woz – Macchine che passione

 Articolo pubblicato il 12/07/2007 che parla di Personaggi 

Tra le passioni di Steve Wozniak dopo c’è quella per le automobili.

Woz alla guida della Datsun 280ZXE come per telefoni e tecnologia anche per le auto Woz prova un misto di interesse, curiosità e feticismo.

Negli anni ’80 Woz ha fatto da testimonial la Datsun: in uno spot televisivo lo si vedeva sedersi compiaciuto alla guida della avanzata 280ZX, ha comprato (e poi regalato a un amico) la Porsche 924 e poi la 928 e attualmente possiede due veicoli decisamente agli antipodi come il mostruoso super-SUV Hummer H2 e la ibrida Toyota Prius, che secondo il cofondatore di Apple “si annullano a vicenda come impatto sull’ambiente”.

È perciò naturale conseguenza che alcuni degli scherzi di Wozniak vedano coinvolte le automobili.

Se da un lato si era divertito a denunciare sotto falso nome il suo amico Steve Jobs per aver parcheggiato nel posto per i idsabili, dall’altro Woz è arrivato a infrangere la legge. Qualche tempo fa, insieme al figlio, ha usato sull’autostrada dei puntatori laser (di cui è appassionato) rossi e blu simulando negli specchietti delle altre macchine la sirena della polizia e farsi così strada sulla corsia di sorpasso.

Gates con il (finto) conto di WozMeno rischioso ma forse ancora più divertente è stato lo scherzo che Woz tentò di tirare a Bill Gates e che solo per un pelo non andò in porto.

Wozniak qualche anno fa accompagnò in macchina Tandy Troweler, impiegato di lunga data di Microsoft e amico intimo di Gates. All’aereoporto, con la complicità di un amico in macchina, Wozniak finse un incidente durante il parcheggio e Troweler offrì di coprire le spese di riparazione e disse di mandare il conto (Bill) a Bill (Gates)”. Woz lo prese di parola fece recapitare dall’amico un finto conto gonfiato fino a ben 2400 dollari a Gates che però subodorò l’inganno chiedendo se si trattava di un tiro di Wozniak. Alla conferma il fondatore di Microsoft sembra sia scoppiato a ridere e abbia chiesto di poter tenere il conto per incorniciarlo.

Immagini tratte dal filmato promozionale per la Datsun e da Joy of Tech.

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