Il Mac IIfx: Apple si lancia nel mercato delle workstation

 Articolo pubblicato il 03/11/2013 che parla di Hardware,Lo sapevate che...,Software 

Nato per effettuare elaborazioni intensive di dati, far girare UNIX e… soddisfare una commessa statale?

Lanciato nel marzo del 1990, il Mac IIfx fu definito “il Macintosh più veloce e reattivo mai creato”. Soprannominato “Wicked fast” da Apple, e più prosaicamente “Fucking eXpensive” dall’utenza per via del costo altissimo (in alcune configurazioni superava i diecimila dollari) è stata la prima vera a propria workstation prodotta dall’azienda californiana e in grado di tenere testa alle offerte di nomi all’epoca più blasonati nel settore come Sun, HP o Apollo.

Illustrazione Mac IIBasato esteticamente sul Mac II, il IIfx si differenziava internamente sotto numerosi aspetti, a cominciare dall’allora potentissimo processore Motorola 68030 che girava a una frequenza di 40 MHz, con il coprocessore numerico e la cache di secondo livello di serie. L’hardware del Macintosh IIfx conteneva numerosi circuiti integrati specifici volti a velocizzare l’elaborazione e l’input/output dei dati. Utilizzava un particolare tipo di RAM (presente solo su questo modello) con nove bit di parità che permetteva al computer di leggere e scrivere contemporaneamente in memoria raddoppiando in certi casi le prestazioni e aveva un controller per gestire al meglio l’accesso alla memoria da parte delle periferiche SCSI.

Per sfruttare la potenza hardware era necessaria una versione ottimizzata del System, il sistema operativo dei Macintosh o, meglio ancora, l’utilizzo di A/UX. Insieme al IIfx Apple aveva reso disponibile la versione 2.0 della sua originale versione di UNIX su licenza di AT&T che si poteva acquistare su floppy, CD, nastro o anche già preinstallato sul disco fisso del Mac.
Tutta questa potenza e l’esborso necessario (A/UX costava più di 1000 dollari tra software e manuali) non erano alla portata della tipica utenza Mac e viene da chiedersi a chi si rivolgesse Apple con questo prodotto così particolare. Una possibile risposta ci viene da una indiscrezione diffusa alcuni anni fa online, secondo cui il IIfx era stato ideato e prodotto dietro richiesta del governo degli Stati Uniti. Con questo modello Apple pare abbia soddisfatto un ordine specifico che chiedeva una workstation UNIX e l’azienda di Cupertino, approfittando di un budget statale generoso, si era potuta permettere di creare un Macintosh decisamente particolare.

Illustrazione tratta da una pubblicità in Applicando 41 del novembre 1987.

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I molti sistemi operativi del Lisa

 Articolo pubblicato il 02/09/2010 che parla di Lo sapevate che...,Software 

Se ad uno dei (pochi) fortunati utenti dell’Apple Lisa si pone la domanda “quanti sistemi operativi ci sono per il Lisa? la risposta più probabile è “uno, il Lisa OS!”, magari accompagnato da apologetiche spiegazioni sulla breve vita e poca fortuna dell’antesignano del Macintosh.

Apple Lisa - 1983

Lisa OS stava per Lisa Office System, ambiente operativo che offriva i vari software di produttività personale realizzati e forniti da Apple con il computer. I software erano LisaWrite, LisaCalc, LisaDraw, LisaGraph, LisaProject, LisaList e LisaTerminal; in seguito furono proposti col nome “Lisa 7/7″, in riferimento al numero dei programmi.

Lisa Office System

Qualche appassionato potrebbe però correggere il tiro e incrementare il conteggio dei sistemi operativi del Lisa a due, menzionando MacWorks XL.
Più che di un SO si trattava però di un emulatore, che implementava la compatibilità con la ROM da 64K del Macintosh e quindi con il suo parco applicativi.

Grazie a MacWorks XL, lanciato nell’aprile 1984, il Lisa visse una seconda esistenza e il modello 2/10 venne poi riproposto a partire dal gennaio seguente con il nome di Macintosh XL.

MacWorks XL

Per la cronaca, dopo la dismissione del Lisa, il software continuò ad essere sviluppato dalla Sun Remarketing, azienda che aveva rilevato lo stock rimanente di Lisa da Apple.
Le versioni seguenti presero il nome di MacWorks Plus, che supportava il System 6.03 (e il Mac Plus con le sue ROM da 128k) e di MacWorks Plus II. Quest’ultimo, sviluppato dalla Dafax Processing Corp., arrivò addirittura alla compatibilità con il Mac OS 7.5.5: era un limite “fisico” legato all’utilizzo del Motorola 68000, CPU che era stata usata sia nei primi modelli di Macintosh che nel “vecchio” Lisa.

Il numero dei sistemi operativi sviluppati per il Lisa in realtà non si ferma qui e include due OS di primo piano: UNIX e il CP/M.
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I sistemi operativi che non vedremo mai: A/UX 4.0

 Articolo pubblicato il 15/10/2008 che parla di Software 

Nel 1995 Apple rilasciò quella che sarebbe divenuta l’ultima versione di A/UX, lo “UNIX for the rest of us”.
il logo di A/UXA/UX 3.1.1 sarebbe rimasta l’evoluzione finale e più sofisticata di un singolare tentativo di combinare la linea di comando con l’interfaccia grafica in una soluzione potente quanto versatile per la sua doppia compatibilità con lo standard AT&T che il System di Apple.

Purtroppo per una serie di motivi A/UX non aveva riscosso il successo previsto, complice forse anche il prezzo estremamente elevato che ne aveva limitato la diffusione a università, centri di ricerca e grosse aziende. Alle scarse fortune commerciali si sommò però un altro grosso ostacolo nella ulteriore evoluzione del sistema operativo: durante la metà degli anni ’90 Apple passò infatti ai processori PowerPC abbandonando i Motorola 68k.

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