La Mac OS Anthology
Nel maggio 1999, durante la conferenza WWDC, Steve Jobs annunciò tra le novità anche un prodotto rivolto agli sviluppatori per aiutarli nei test dei loro software. Si trattava della “Mac OS Anthology” ed era una raccolta ufficiale di Apple di molti dei suoi sistemi operativi per il Macintosh.
La Mac OS Anthology venne inizialmente presentata nella forma di un cofanetto contenente 4 DVD dati che comprendevano tutti le release dei sistemi operativi per Macintosh dal System 7 sino all’attuale Mac OS 8.5.
Grazie al sito web Applefritter riportiamo la descrizione sul retro del primo cofanetto:
Worldwide System Software for Developers
1999 Edition
From System 7 to Mac OS 8.5 and beyond
This DVD-ROM set is the first DVD offering from the Apple Developer Connection. The DVD format was selected because it delivers so much useful data on one convenient and easy-to-use medium. This collection is designed to assist you in extending your product’s reach into international markets and environments.
La Mac OS Anthology era un prodotto a pagamento e riservato ai programmatori registrati al programma ufficiale ADC di Apple. Almeno nelle intenzioni originarie doveva incoraggiare a puntare alla massima compatibilità dei software in fase di sviluppo, perché fossero eseguibili senza problemi su varie combinazioni di computer e versioni del Mac OS.
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Da Mac OS X a… OS X
Alla World Wide Developer Conference del giugno 2008 Apple operò una piccola ma significativa rettifica al nome dei suoi sistemi operativi, rimovendo il prefisso “Mac” da Mac OS X. Nel materiale promozionale esposto per il rituale evento per gli sviluppatori l’azienda di Cupertino chiamava il sistema operativo dell’iPhone come a “OS X iPhone” mentre Mac OS X 10.5 era “OS X Leopard”.
La modifica è particolarmente evidente se si va a guardare le foto dei pannelli affissi al WWDC del 2006 e 2007
e li si confronta con quelli del 2008 che pubblicizzano i sistemi sia del Mac che dell’iPhone

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Da 25 a 75 milioni
Durante la sua presentazione al WWDC 2009 Phil Schiller, responsabile del Product Marketing di Apple, ha mostrato il Macintosh in forte crescita e un’ascesa ancora più impressionante del numero di utenti di OS X.
Se nel 2007 il numero di utenti attivi del sistema operativo di Apple era di 25 milioni* nel 2009 questi sono cresciuti a 75 milioni. Viene da chiedersi come sia possibile.
Il segreto della triplicazione nel giro di due anni della base di utenti di Apple sta tutta nel successo clamoroso della piattaforma iPhone. Schiller ha mostrato infatti un grafico con i numeri di OS X, non solo quelli di Mac OS X, una distinzione di termini apparentemente piccola ma invece molto importante.
La crescita è dovuta perlopi ai moltissimi iPhone e iPod touch venduti sinora, almeno 40 milioni. Entrambi i dispositivi montano una versione di Mac OS X e delle sue tecnologie, incrementando sensibilmente la quota di mercato del sistema operativo di Apple e di alcuni programmi chiave come il browser web Safari.
* anche se ci risulta una cifra più bassa, di “soli” 22 milioni.
Immagine di Phil Schiller durante il keynote al WWDC 2009, “courtesy of Apple”
Rapsodia di una migrazione: la folle corsa
Un dato importante è che la disponibilità di una DR1 prima sul palco del WWDC a settembre e poi nelle mani degli sviluppatori terzi a ottobre del 1997 fu il risultato di una serratissima tabella di marcia a Infinite Loop.
Per ricostruire gli sforzi fatti ed il clima frenetico ci viene in aiuto una preziosa testimonianza dal già citato Eryk Vershen che finì per essere coinvolto direttamente nello sviluppo di Rhapsody:
A Michael Burg fu assegnato il ruolo di sviluppatore capo per il porting di OpenStep su PowerPC perché era l’unica persona in Apple o NeXT che avesse una lunga esperienza sia con Mach che PowerPC. Ma Michael, esausto, diede le dimissioni nel gennaio 1997.
A questo punto toccò a me perché anche se non avevo molta esperienza con Mac e PowerPC ero disponibile e avevo molta esperienza con Unix e lo sviluppo di nuovi sistemi [operativi] su hardware nuovo.
C’erano diversi sforzi che procedevano in parallelo: io e Umesh Vaishampayan (di NeXT) avevamo il compito di fare il porting della versione più recente di OpenStep su PowerPC, cosa che facemmo perlopiù approfittando di tutto ciò che si poteva da MkLinux. Nel frattempo una squadra di gente di NeXT convertiva OpenStep dal BSD 4.3 al 4.4 e una squadra Apple lavorava alla Blue Box (e cioé Mac OS emulato come singolo processo). Umesh ed io eravamo stati incaricati di creare un kernel più o meno stabile il più presto possibile così che il team della Blue Box potesse avere qualcosa per fare dei test.
Mentre Umesh ed io mettevamo insieme qualcosa più velocemente che potevamo, una squadra più numerosa veniva creata come nostro supporto per aggiustare e rifinire tutte le cose che stavamo ignorando nella nostra folle corsa verso un prompt. In qualche modo riuscimmo a mettere tutto insieme in tempo per il WWDC.
Io finii per lasciare Apple nel 1998, ormai esausto.



C’erano diversi sforzi che procedevano in parallelo: io e Umesh Vaishampayan (di NeXT) avevamo il compito di fare il porting della versione più recente di OpenStep su PowerPC, cosa che facemmo perlopiù approfittando di tutto ciò che si poteva da