Vent’anni fa: il Mac II

 Articolo pubblicato il 02/03/2007 che parla di Design,Eventi,Hardware,Personaggi 

Vent’anni fa Apple lanciava il suo primo modello di Macintosh aperto e facilmente espandibile.
Il Macintosh II, noto con i nomi in codice di “Cabernet”, “Little Big mac” e sopratutto “Open mac”, risale al 2 marzo 1987 e segna diversi passi in avanti ma anche qualcuno indietro per Apple e la storia dei “computer for the rest of us”.

Mac IICon il Mac II subisce un duro colpo il design voluto e difeso a spada tratta da Steve Jobs: il Mac non è più compatto e minimale e si sviluppa in orizzontale sulla scrivania, occupando molto più spazio sia con l’unità centrale che con la tastiera, sopratutto nella enorme versione “Extended”.

Non a caso Jobs, nel 1987 non era più in Apple dopo essere stato estromesso dal consiglio dopo uno scontro con John Sculley e rimpiazzato in molti ruoli da J.L. Gassèe, fautore e responsabile dello sviluppo di questo computer “aperto”.

La diversità e difformità però costituivano anche un vantaggio: il Mac II era un computer molto più potente e versatile dei modelli che lo avevano preceduto, grazie al nuovo processore Motorola 68020 a ben 16 MHz con coprocessore numerico ed al supporto per immagini a colori di qualità fotorealistica.
Il suo maggiore volume inoltre si traduceva in una espandibilità mai vista sino a quel momento, con tanto spazio per slot di espansione: questi erano basati sulla tecnologia NuBus di Texas Instruments adottata da Apple per le sue caratteristiche “plug and play”.

Nota: l’evento citato è stato aggiunto al calendario di Storie di Apple.

Immagine tratta da Wikipedia

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4 commenti  


4 commenti »

  1. […] Se infatti le critiche all’operato di Sculley non mancano (una è quella di aver tradito lo spirito originario sia di Jobs che di Wozniak), è innegabile la sua mano decisa e competente nell’affermazione commerciale del Mac. Questo fu raggiunto in vari modi: anzitutto giocando la carta desktop publishing di cui Apple è stata a lungo sinonimo ma anche finalmente con l’uscita di Macintosh magari meno eleganti e compatti ma espandibili come il Mac II e di economici come l’LC e il Classic. Altrettanto lodabile è la incessante ricerca di Sculley di soluzioni per il computing personale come appunto il citato Newton o il futuristico“Knowledge Navigator”. […]

    Pingback by Apple: John Sculley « damien’s dreams — 5 gennaio 2008 @ 8:15 pm

  2. […] del Mac 128K voluto da Steve Jobs e l’espandibilità ma a costo di grandi dimensioni del Mac II realizzato dai successori John Sculley e J.L. […]

    Pingback by Storie di Apple - Storie di Apple a Firenze — 23 marzo 2009 @ 11:56 pm

  3. […] Ultima zampata della linea Apple II prima di avviarsi definitivamente al capoline, l’Apple IIsi fu progettato nella prima metà del 1988 come erede del IIgs, con il nome in codice “Centossa”. L’Apple IIsi richiama non solo nel nome il Mac IIsi dell’anno successivo ma sono pochissimi a conoscere e ancora meno ad averne un esemplare di questo computer, dietro cui c’è la figura di Jean-Louis Gassèe. Gassèe, che aveva sostituito Jobs nel ruolo di responsabile della ricerca e sviluppo, alla fine degli anni ‘80 diede l’impulso alla creazione e commercializzazione di una pletora prodotti sull’onda del successo commerciale del Mac II. […]

    Pingback by Storie di Apple - L’Apple IIsi — 1 aprile 2009 @ 10:06 pm

  4. […] esteticamente sul Mac II, il IIfx si differenziava internamente sotto numerosi aspetti, a cominciare dall’allora […]

    Pingback by Storie di Apple – Il Mac IIfx: Apple si lancia nel mercato delle workstation — 3 novembre 2013 @ 9:12 am

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