Doris Norton – Personal (Apple) Computer

 Articolo pubblicato il 26/01/2016 che parla di Ascolti,Lo sapevate che... 

Nel 1984 in Italia uscì un disco di musica elettronica ispirato da (e in parte realizzato con) un Apple II. È “Personal Computer”, quinto disco di Doris Norton, registrato tra Roma e New York pubblicato dall’etichetta italiana Durium.

Pioniera nell’utilizzo di synth e computer, Norton è la moglie di Antonio Bartoccetti, chitarrista rock progressive, nonché madre del musicista e produttore techno Rexanthony.

Doris Norton - Personal Apple Computer

Tra le due parole del titolo di “Personal Computer” campeggia la (vecchia) mela morsicata a sei colori e nella foto di copertina si vede Doris Norton alle prese con un Apple IIe.

L’elaboratore di Apple, adottato nei primi anni 80 da diversi musicisti (ad esempio da Herbie Hancock), è elencato tra gli strumenti utilizzati da Norton, come “Apple IIe alphanumeric keyboard”.
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Gli articoli più letti del 2015

 Articolo pubblicato il 08/01/2016 che parla di Novità 

Prima di ricominciare a pubblicare è giunto il momento di fare un bilancio sull’anno da poco concluso.
Quali e quanti articoli sono stati pubblicati? E quali sono quelli più graditi dai lettori?

Il totale del 2015 è di oltre venti post, all’incirca due al mese*. Oltre ai consueti articoli di approfondimento c’è stato anche qualche esperimento. Sono comparsi dei quiz ed è iniziata una nuova serie sui software “indispensabili” per utenti ed appassionati di Apple.

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Mac OS 9: ancora vivo e vegeto dopo 15 anni

 Articolo pubblicato il 02/12/2015 che parla di Novità 

Nell’autunno del 1999 Apple presentò Mac OS 9, l’ultima versione del Mac OS “classic”, per poi seppellirlo (letteralmente) meno di tre anni dopo, nel maggio 2002, durante la WWDC (WorldWide Developer Conference).

Durante il keynote, Steve Jobs tenne una cerimonia simbolica, durante la quale rinchiuse una scatola gigante di Mac OS 9 in una bara dopo un’omelia funebre comica e un po’ irriverente, completa d’accompagnamento d’organo.

Eppure, nonostante l’addio ufficiale, il “vecchio” sistema operativo si rifiuta di riposare “nel gran cestino di bit in cielo” dove l’iCEO l’aveva cacciato in fretta e furia.
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Il Lisa/Macintosh XL, uno dei “più memorabili tra i vecchi Mac”

 Articolo pubblicato il 17/11/2015 che parla di Hardware 

Alcuni mesi fa su Quora qualcuno ha chiesto “Quali sono i vecchi Mac più memorabili?”

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Gran parte delle risposte decanta (prevedibilmente) classici come il primo iMac, l’iMac G4 a “lampada”, il TAM (Twentieth Anniversary Macintosh), il Portable o modelli un po’ più oscuri ma tuttora affascinanti, per funzione o per aspetto, come il Macintosh TV.

Nella mia risposta ho optato di andare controcorrente, suggerendo i seguenti prodotti con la mela morsicata:

-) Macintosh XL: il Lisa rinato come membro della famiglia Macintosh, nonché strumento indispensabile per lo sviluppo di software per Mac
 
-) Macintosh SE/30: veloce e potente quanto la linea II, ma compatto come il primo Macintosh
 
-) Macintosh Quadra 900/950: i Macintosh più grossi, pesanti e “cattivi” mai creati
 
-) PowerBook Duo + DuoDock: un’idea veramente innovativa
 
-) iBook bianchi e i PowerBook con gli ultimi processori G3: un’autonomia pazzesca per l’epoca
 

La potenza dell’SE/30 e dei Quadra 9×0 sono note e non sono il primo a lodare le virtù dei PowerBook, in particolare dei G3; penso invece sia il caso di argomentare il primo punto, illustrando l’importanza del Lisa/Mac XL durante i primi anni di vita del Macintosh.

Shrine Of Apple: Lisa Pascal Workshop 3.0

Nel gennaio 1985 il Lisa 2/10 (il modello con 1MB di RAM e disco fisso da 10 MB) fu ribattezzato “Macintosh XL” grazie all’aggiunta di MacWorks XL, software che emulava le ROM da 64K del Mac. Il comunicato stampa sottolineava che il Macintosh XL aveva molta più memoria RAM e spazio di archiviazione rispetto agli altri Mac sul mercato, ovvero il 128K e il 512K (noto come “Fat Mac”).
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Le app indispensabili: TenFourFox

 Articolo pubblicato il 11/11/2015 che parla di Software 

Se avete un vecchio Macintosh con processore PowerPC e volete navigare su siti web moderni la scelta cade per forza di cose su un browser: 10.4Fx, meglio noto come TenFourFox.

TenFourFox: A fork of Mozilla Firefox ESR 38 for the Power Macintosh and Mac OS X Tiger PowerPC

TenFourFox è un acclamato ed eroico port di Firefox realizzato e curato da utenti Power Mac “che lavorano per rendere ancora attuali i Power Macintosh in un mondo Intel”.
Mentre scrivo questo testo, l’ultima versione di TenFourFox rende disponibili “tutte le più recenti correzioni di bug, le migliorie per la sicurezza e le potenti tecnologie alla base di Mozilla Firefox 38 ESR“.

Ma facciamo un passo indietro.
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Il Jonathan Computer

 Articolo pubblicato il 03/11/2015 che parla di Design,Hardware 

Verso la fine del 1984 Apple aveva all’incirca il 15% del mercato dei personal computer e Steve Jobs, John Sculley erano alla ricerca di modi per incrementare le vendite senza però erodere i margini di profitto.
Il designer Tony Guido ricorda che la questione era:

come portare il Mac su più scrivanie possibile, senza concederlo in licenza, e al contempo attirare l’utenza DOS?

Nello stesso periodo, l’ingegnere hardware John Fitch, concluso il lavoro sul IIgs, era preoccupato dalla mancanza di un prodotto che proseguisse la linea Apple II. Fitch voleva progettare un computer con il nuovo processore Motorola 68030, abbastanza potente da supportare applicazioni professionali e adatto sia al mercato casalingo che a quello aziendale.

Influenzato dal concetto di architettura “aperta” dell’Apple II, Fitch propose un approccio modulare. Progettò una “spina dorsale” hardware per le operazioni base e l’I/O, a cui l’utente poteva aggiungere una serie di moduli “a libro” per far girare software per Apple II, Mac, UNIX e DOS, più altri moduli per connettività e archiviazione dei dati. In questo modo clienti neofiti, intermedi e di fascia alta avrebbero potuto sfruttare lo stesso hardware di base, configurando e potenziando la propria macchina nel corso del tempo.

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Apple avrebbe potuto produrre la spina dorsale a poco, pubblicando o concedendo in licenza le specifiche per garantire un’ampia adozione. E soprattutto avrebbe potuto offrire compatibilità sia con il Macintosh che con DOS/Windows, dando agli utenti PC l’occasione di “cambiare schieramento”, provando il Macintosh e adottandolo, o usando entrambi i sistemi sulla stessa macchina.

Fitch chiamò il suo progetto “Jonathan” e chiese a Helmut Esslinger, Guido e il team di frogdesign di aiutarlo a realizzare il modello fisico da presentare alla dirigenza. Esslinger inizialmente fu scettico, ma poi si convinse e sviluppò la metafora dei “libri sulla mensola”, comprendendo che, a differenza dei computer convenzionali, Jonathan avrebbe potuto avere un aspetto non solo diverso, ma sempre più imponente all’aumentare della potenza.
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Apple e gli U2

 Articolo pubblicato il 06/10/2015 che parla di Novità 

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“Abbiamo visto Apple creare l’iTunes Store. Ci hanno contattati e chiesto di parlarne, di discutere dell’impatto che avrebbe avuto sulla nostra esistenza, se sarebbe stato un fallimento o un successo. Noi ci siamo entusiasmati parecchio;” “È abbastanza straordinario come le case discografiche non abbiano risolto il problema della pirateria: è pazzesco, no?”

Sono le parole di Paul David Hewson, meglio noto come Bono, cantante del gruppo irlandese U2, che nell’ottobre del 2004 salì insieme al chitarrista The Edge sul palco del California Theatre, dov’era stato invitato da Steve Jobs. Fu il culmine di uno “Special Music Event” pieno di novità, di cui una buona metà venne dedicato alla band.

La collaborazione aveva avuto inizio già l’anno precedente, nell’aprile 2003, quando Bono era apparso nel video di presentazione dell’iTunes Music Store. Qualche mese dopo il cantante aveva fatto una breve comparsa via iChat durante la versione per l’utenza Windows, definendo l’iPod e iTunes “una cosa molto bella per i musicisti e la musica”.

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Non erano mere parole di circostanza: Bono e la sua band erano consapevoli della crescente importanza di Apple nella diffusione dei contenuti musicali e proposero a Jobs di realizzare un video per l’uscita di un singolo. L’alleanza andò ben oltre e, con la partecipazione del colosso Universal Music Group, venne messa in piedi una complessa sinergia promozionale tra Apple e la band che si estese fino al 2007.
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