“L’ultimo dei ‘classici'” su Applicando 343

 Articolo pubblicato il 09/12/2014 che parla di Novità 

Copertina di Applicando 343È in edicola il numero 343 di Applicando, con data dicembre 2014. All’interno trovate l’ultima rubrica di Storie di Apple per la storica rivista.

Dopo sei anni e una sessantina abbondante di articoli (alcuni dei quali doppi) la collaborazione si interrompe, purtroppo, ma anticipo che bolle in pentola un’iniziativa per proseguire la produzione di nuovi articoli sia in italiano che in inglese.

Tornando alla rubrica, il suo canto del cigno combina storia e attualità, e parla di un software di sistema storico non solo molto amato ma ancora vivo e utilizzato produttivamente, nonostante l’abbandono prematuro da parte di Apple.

Storie di Apple su Applicando 343In “L’ultimo dei ‘classici’” facciamo un breve salto all’autunno del 1999, e nello specifico a una memorabile (e un po’ macabra) presentazione di Steve Jobs, per tornare subito ai nostri giorni.

L’obiettivo è quello di raccontare Mac OS 9 e di quegli utenti che, dopo quindici anni, continuano ad apprezzare e (soprattutto) a utilizzare questo sistema operativo “Classico” e il suo valido parco software su “vetusti” ma Macintosh con processore PowerPC.

Vi auguro una buona lettura.



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L’Apple III, Steve Jobs e Jerry Manock

 Articolo pubblicato il 03/12/2014 che parla di Design,Hardware,Lo sapevate che...,Personaggi 

Il primo computer di Apple pensato per le aziende, il primo non progettato da Steve Wozniak. E il primo, grande insuccesso di Apple.

L’Apple III è passato alla storia come un costoso ed imbarazzante disastro. Ha incrinato l’immagine dell’azienda e le ha fatto perdere buona parte del vantaggio strategico sul mercato accumulato con l’Apple II.

Annunciato nel maggio 1981 ma reso effettivamente disponibile solo diversi mesi più tardi, l’Apple III venne proposto a cifre che oscillavano tra i 4000 e i 7000 dollari in base alla configurazione. Era basato sullo stesso microprocessore dell’Apple II, con cui era parzialmente compatibile (e sottolineamo il parzialmente), ma aveva una frequenza di clock raddoppiata. Era dotato di fabbrica di più memoria RAM, di una risoluzione maggiore, di una unità a dischi nonché di una tastiera molto più completa di quella del II, con maiuscole, minuscole e un tastierino numerico.

Apple III in una immagine promozionale di Apple

La versione dei fatti più diffusa, ma sbagliata, vuole che l’Apple III sia stato un insuccesso perché Steve Jobs impose la sua visione in quanto a forma e dimensioni dell’involucro. Soprattutto Jobs vietò l’uso di ventole di raffreddamento, scelta che causò surriscaldamenti e malfunzionamenti tali che Apple dovette consigliare agli utenti improbabili manovre per rendere di nuovo operativo il computer, e finì comunque per sostituirne 14’000 esemplari.

È indubbio che l’hardware dell’Apple III avesse dei problemi gravi, ma nel 2007 Jerry Manock, il designer industriale responsabile del case dell’Apple III (e di quello di tutti i primi computer Apple), ha smentito definitivamente la versione di cui sopra, spesso usata per rafforzare il mito di uno Steve Jobs geniale ma bizzoso e testardo.
[continua la lettura della storia]



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L’Apple Store alla conquista del mondo

 Articolo pubblicato il 06/11/2014 che parla di Eventi 

Nel maggio 2001 Apple inaugurò i suoi primi Apple Store a Tysons Corner, in Virginia, e a Glendale, in California. La formula di un negozio interamente controllato e gestito da Apple in tutti i suoi aspetti per presentare e vendere al meglio i propri prodotti (che all’epoca erano sostanzialmente due: Macintosh e iPod) si rivelò azzeccata. Nel giro di un paio d’anni i negozi con il logo della mela mordicchiata superarono quota settanta, disseminati un po’ ovunque sul territorio statunitense.

Nel novembre del 2003 aprì invece i battenti il primo Apple Store situato all’estero. L’onore spettò al Giappone, con un palazzo di cinque piani progettato da Paul Warchol, situato nel prestigioso quartiere Ginza di Tokyo.

Apple

Dotato di uno staff di “Mac specialist” versati in dieci lingue tra cui il giapponese, cinese mandarino e cantonese, tailandese, coreano, italiano, francese, spagnolo, portoghese e inglese, la rivendita di Ginza adottò anche la tradizione tipicamente giapponese delle Fukubukuro, le “borse fortunate”, che i primi dell’anno vengono proposte ai clienti a un prezzo fisso e con un contenuto a sorpresa di prodotti.
[continua la lettura della storia]



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Il “Jonathan Computer” su Applicando 342

 Articolo pubblicato il 03/11/2014 che parla di Novità 

Copertina di Applicando 342È in edicola il numero 342 di Applicando, di ottobre 2014, al cui interno trovate un nuovo articolo della rubrica di Storie di Apple.

In “Il Jonathan Computer” si ricostruisce un progetto rivoluzionario nato in seno alla divisione Apple II, che puntava a velocizzare l’adozione del Macintosh e tentare gli utenti dei sistemi concorrenti a passare al mondo della mela morsicata.

L’idea era quella di un computer modulare e facilmente espandibile. La sua base hardware avrebbe avuto specifiche tecniche pubbliche e concesse su licenza a terzi per aumentarne la diffusione, e tutte le funzionalità sarebbero state sotto forma di moduli aggiuntivi.

Storie di Apple su Applicando 340 Il Jonathan Computer si sarebbe potuto acquistare ed usare in una configurazione minima e molto economica e poi, gradualmente, potenziarlo. Grazie a svariati moduli hardware e software, prodotti da Apple e da altre aziende, l’utente avrebbe potuto avere più spazio di archiviazione, potenza di elaborazione, connettività, e compatibilità oltre che con il Mac, anche con l’Apple II, UNIX e con il DOS di IBM. Quest’ultimo era, sulla carta, il suo punto di forza ma si rivelò anche un temibile punto debole agli occhi della dirigenza Apple…

Vi auguro una buona lettura!



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One More Thing

 Articolo pubblicato il 06/10/2014 che parla di Lo sapevate che...,Personaggi 

Il G4 Cube, la tecnologia Airport, l’iMac G4, il PowerBook 12″, iTunes per Windows, il PowerMac G5, l’iPod shuffle, il primo MacBook Pro, l’iPod touch: prodotti molto diversi tra di loro che hanno però una cosa in comune. Sono stati tutti presentati al pubblico come…One More Thing

Per oltre un decennio, Steve Jobs ha concluso le sue magistrali presentazioni con una sorpresa finale, con una tecnica molto simile a quella usata dall’attore Peter Falk nei panni dell’ispettore Colombo. Partendo da un accenno buttato lì, praticamente alla fine, e (apparentemente) di poca importanza, Jobs ha tirato fuori dal cappello novità grandi e piccole, mantenendo alta l’attenzione degli spettatori e terminando spesso in bellezza il suo show.

Non tutte le presentazioni di Jobs hanno incluso una “One More Thing” e anche quando l’hanno fatto le parole usate non sono state sempre ed esclusivamente quelle, ma molti dei suoi keynote sono stati resi più appassionanti ed efficaci grazie a questa incognita della “One More Thing”. L’espressione è diventata molto popolare ed è stata usata anche come motto di uno degli incontri dell’azienda californiana con i media.

La prima volta che Jobs ha usato questa tecnica comunicativa è stato nel gennaio del 1998, al consueto appuntamento del Macworld a San Francisco.
[continua la lettura della storia]



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“Apple e gli U2″ su Applicando 341

 Articolo pubblicato il 01/10/2014 che parla di Novità,Personaggi 

Copertina di Applicando 341È in edicola il numero 341 di Applicando, datato ottobre 2014, e all’interno c’è una nuova rubrica di Storie di Apple di lunghezza doppia rispetto al solito.

Nell’articolo intitolato “Apple e gli U2”, che occupa due pagine della rivista si ripercorre il rapporto decennale tra la popolare band irlandese e l’azienda di Cupertino.

È un rapporto che è stato ribadito recentemente (quando purtroppo la rubrica era già stata consegnata e impaginata) sul palco del Flint Center durante la presentazione degli iPhone 6 e dell’atteso Apple Watch.

Apple gli U2

È dal 2004 che tra gli U2 e in particolare tra il leader Paul David Hewson, meglio noto come Bono, e i vertici di Apple c’è una collaborazione e un sostegno reciproco in svariate operazioni. Tra queste spicca la creazione di modelli speciali di iPod, ma non è l’unica. L’intesa ha prodotto anche promozioni, spot, comparsate, performance durante le presentazioni e anche iniziative benefiche, tuttora in corso.

Vi auguro come al solito una buona lettura. :)



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18 settembre 2006

 Articolo pubblicato il 18/09/2014 che parla di Novità 

Oggi ricorre l’ottavo compleanno di storiediapple.it!

vecchio logo Storie di Apple.itIl dominio è infatti stato registrato il 18 settembre del lontano 2006 e il sito ha cominicato a pubblicare un mese dopo, in ottobre.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti i lettori, amici e sostenitori che seguono quest’avventura sin dal primo giorno o da tempi recenti.

Questo sito continuerà sulla sua strada, con articoli dedicati a soddisfare piccole e grandi curiosità e approfondire la storia di Apple, dei suoi software, hardware e delle persone dietro alle centinaia di prodotti ideati a Cupertino, dall’Apple I all’Apple Watch (e oltre).



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Basato su WordPress e sul tema Conestoga Street di Theron Parlin