L’Apple Store alla conquista del mondo

 Articolo pubblicato il 06/11/2014 che parla di Eventi 

Nel maggio 2001 Apple inaugurò i suoi primi Apple Store a Tysons Corner, in Virginia, e a Glendale, in California. La formula di un negozio interamente controllato e gestito da Apple in tutti i suoi aspetti per presentare e vendere al meglio i propri prodotti (che all’epoca erano sostanzialmente due: Macintosh e iPod) si rivelò azzeccata. Nel giro di un paio d’anni i negozi con il logo della mela mordicchiata superarono quota settanta, disseminati un po’ ovunque sul territorio statunitense.

Nel novembre del 2003 aprì invece i battenti il primo Apple Store situato all’estero. L’onore spettò al Giappone, con un palazzo di cinque piani progettato da Paul Warchol, situato nel prestigioso quartiere Ginza di Tokyo.

Apple

Dotato di uno staff di “Mac specialist” versati in dieci lingue tra cui il giapponese, cinese mandarino e cantonese, tailandese, coreano, italiano, francese, spagnolo, portoghese e inglese, la rivendita di Ginza adottò anche la tradizione tipicamente giapponese delle Fukubukuro, le “borse fortunate”, che i primi dell’anno vengono proposte ai clienti a un prezzo fisso e con un contenuto a sorpresa di prodotti.
[continua la lettura della storia]



Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di
 
Avete dei commenti?  

Il “Jonathan Computer” su Applicando 342

 Articolo pubblicato il 03/11/2014 che parla di Novità 

Copertina di Applicando 342È in edicola il numero 342 di Applicando, di ottobre 2014, al cui interno trovate un nuovo articolo della rubrica di Storie di Apple.

In “Il Jonathan Computer” si ricostruisce un progetto rivoluzionario nato in seno alla divisione Apple II, che puntava a velocizzare l’adozione del Macintosh e tentare gli utenti dei sistemi concorrenti a passare al mondo della mela morsicata.

L’idea era quella di un computer modulare e facilmente espandibile. La sua base hardware avrebbe avuto specifiche tecniche pubbliche e concesse su licenza a terzi per aumentarne la diffusione, e tutte le funzionalità sarebbero state sotto forma di moduli aggiuntivi.

Storie di Apple su Applicando 340 Il Jonathan Computer si sarebbe potuto acquistare ed usare in una configurazione minima e molto economica e poi, gradualmente, potenziarlo. Grazie a svariati moduli hardware e software, prodotti da Apple e da altre aziende, l’utente avrebbe potuto avere più spazio di archiviazione, potenza di elaborazione, connettività, e compatibilità oltre che con il Mac, anche con l’Apple II, UNIX e con il DOS di IBM. Quest’ultimo era, sulla carta, il suo punto di forza ma si rivelò anche un temibile punto debole agli occhi della dirigenza Apple…

Vi auguro una buona lettura!



Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di ,
 
Avete dei commenti?  

One More Thing

 Articolo pubblicato il 06/10/2014 che parla di Lo sapevate che...,Personaggi 

Il G4 Cube, la tecnologia Airport, l’iMac G4, il PowerBook 12″, iTunes per Windows, il PowerMac G5, l’iPod shuffle, il primo MacBook Pro, l’iPod touch: prodotti molto diversi tra di loro che hanno però una cosa in comune. Sono stati tutti presentati al pubblico come…One More Thing

Per oltre un decennio, Steve Jobs ha concluso le sue magistrali presentazioni con una sorpresa finale, con una tecnica molto simile a quella usata dall’attore Peter Falk nei panni dell’ispettore Colombo. Partendo da un accenno buttato lì, praticamente alla fine, e (apparentemente) di poca importanza, Jobs ha tirato fuori dal cappello novità grandi e piccole, mantenendo alta l’attenzione degli spettatori e terminando spesso in bellezza il suo show.

Non tutte le presentazioni di Jobs hanno incluso una “One More Thing” e anche quando l’hanno fatto le parole usate non sono state sempre ed esclusivamente quelle, ma molti dei suoi keynote sono stati resi più appassionanti ed efficaci grazie a questa incognita della “One More Thing”. L’espressione è diventata molto popolare ed è stata usata anche come motto di uno degli incontri dell’azienda californiana con i media.

La prima volta che Jobs ha usato questa tecnica comunicativa è stato nel gennaio del 1998, al consueto appuntamento del Macworld a San Francisco.
[continua la lettura della storia]



Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di
 
2 commenti  

“Apple e gli U2″ su Applicando 341

 Articolo pubblicato il 01/10/2014 che parla di Novità,Personaggi 

Copertina di Applicando 341È in edicola il numero 341 di Applicando, datato ottobre 2014, e all’interno c’è una nuova rubrica di Storie di Apple di lunghezza doppia rispetto al solito.

Nell’articolo intitolato “Apple e gli U2”, che occupa due pagine della rivista si ripercorre il rapporto decennale tra la popolare band irlandese e l’azienda di Cupertino.

È un rapporto che è stato ribadito recentemente (quando purtroppo la rubrica era già stata consegnata e impaginata) sul palco del Flint Center durante la presentazione degli iPhone 6 e dell’atteso Apple Watch.

Apple gli U2

È dal 2004 che tra gli U2 e in particolare tra il leader Paul David Hewson, meglio noto come Bono, e i vertici di Apple c’è una collaborazione e un sostegno reciproco in svariate operazioni. Tra queste spicca la creazione di modelli speciali di iPod, ma non è l’unica. L’intesa ha prodotto anche promozioni, spot, comparsate, performance durante le presentazioni e anche iniziative benefiche, tuttora in corso.

Vi auguro come al solito una buona lettura. :)



Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di ,
 
Avete dei commenti?  

18 settembre 2006

 Articolo pubblicato il 18/09/2014 che parla di Novità 

Oggi ricorre l’ottavo compleanno di storiediapple.it!

vecchio logo Storie di Apple.itIl dominio è infatti stato registrato il 18 settembre del lontano 2006 e il sito ha cominicato a pubblicare un mese dopo, in ottobre.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti i lettori, amici e sostenitori che seguono quest’avventura sin dal primo giorno o da tempi recenti.

Questo sito continuerà sulla sua strada, con articoli dedicati a soddisfare piccole e grandi curiosità e approfondire la storia di Apple, dei suoi software, hardware e delle persone dietro alle centinaia di prodotti ideati a Cupertino, dall’Apple I all’Apple Watch (e oltre).



Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di
 
Avete dei commenti?  

L’ascesa di Xcode

 Articolo pubblicato il 15/09/2014 che parla di Software 

Nell’estate del 2003, all’incontro per sviluppatori WWDC, Apple annunciò un nuovo ambiente di sviluppo software, mostrando una rinnovata attenzione alle esigenze dei programmatori. E alle evoluzioni hardware e software dell’azienda.

icona Xcode 1.0Dopo diversi anni di onorato servizio il vecchio IDE (Integrated Development Environment) Project Builder, originariamente creato per i sistemi NeXT ed ereditato (con le opportune modifiche) da Mac OS X, venne pensionato a favore del fiammante Xcode.

La prima versione, resa disponibile in forma stabile il 15 settembre 2003, prese (ovviamente) le mosse da Project Builder, ma introdusse anche alcune nuove funzioni. Nel corso degli anni Apple proseguì a potenziare e migliorare Xcode dotandolo di caratteristiche utili e in alcuni casi essenziali per chi sviluppava per Macintosh, e non solo.
[continua la lettura della storia]



Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , , , ,
 
1 commento  

“I primi font del Macintosh” su Applicando 340

 Articolo pubblicato il 01/09/2014 che parla di Novità 

Copertina di Applicando 340È in edicola il numero 340 di Applicando, con data settembre 2014, e all’interno trovate un nuovo articolo per la rubrica di Storie di Apple.

In “I primi font del Macintosh” si ricostruisce una parte molto importante del lavoro fatto nei primi anni Ottanta in Apple dalla designer californiana Susan Kare.

Storie di Apple su Applicando 340Dopo aver passato mesi a sfornare simboli e icone per i file e i menù del nascituro Macintosh, l’attenzione della Kare si rivolse a un aspetto che le stava molto a cuore, quello dei caratteri tipografici.

Il risultato dei suoi sforzi è un gruppo eterogeneo di font che porta nomi di grandi città, tra cui primeggia l’ormai celeberrimo Chicago.
Grazie al Mac e alla sua fortuna come strumento di editoria personale, questi caratteri hanno fatto non solo la storia dell’informatica, ma anche quella del design.

Vi auguro una buona lettura!



Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di ,
 
Avete dei commenti?  


 


Basato su WordPress e sul tema Conestoga Street di Theron Parlin