Disponibile CRUX PPC 3.0
Nel settembre 2011 ho intervistato Nico Macrionitis, uno dei curatori (italiani) della versione per processori PowerPC della distribuzione Linux CRUX.
A distanza di quasi due anni segnalo con estremo piacere che il progetto è ancora vivo. In questi giorni è infatti stata resa disponibile la versione 3.0 del CRUX PPC.
Come spiegato nell’intervista, questo OS può rivelarsi utile per chi vuole usare e/o rivitalizzare un (ormai) vecchio Macintosh con processore RISC PowerPC, utilizzando software libero e gratuito e un po’ più sicuro e più aggiornato di quello fornito da Apple all’epoca e ormai vetusto, discorso che purtroppo vale anche per gli strumenti di terzi, nonostante lodevoli eccezioni come Classilla e TenFourFox.
“I su e giù di Apple e IBM” + tutorial Evernote su Applicando 325
È in edicola il numero 325 di Applicando, datato giugno 2013, che contiene diverse pagine curate dal sottoscritto.
Alla consueta rubrica di Storie di Apple questo mese si aggiunge anche un lungo tutorial sull’utilizzo di Evernote su Macintosh, iPhone e iPad.
La storia di Apple di questo numero è “I su e giù di Apple e IBM” (sì, è una citazione) e racconta il rapporto tra l’azienda di Cupertino e “Big Blue”. Si va dai primi anni ’80, con l’ingresso di IBM nel mercato dei personal computer sino all’affaire G5, passando per il consorzio AIM e si finisce con le scaramucce degli ultimi anni.
L’articolo su Evernote, segnalato anche in copertina, è invece eminentemente pratico. Realizzato con la collaborazione di Serena Di Virgilio, occupa ben otto pagine e affronta un po’ tutto ciò che c’è da sapere per cominciare da zero o sfruttare meglio il servizio e i vari software. Si parla della creazione dell’account, dell’aggiunta di note, della ricerca e condivisione dei dati accumulati sia in ambito desktop che in quello “mobile” e anche delle funzioni in più offerte dagli account Premium, a pagamento.
Buona lettura (e studio). :)
p.s. È possibile dare un’occhiata veloce alla rivista e alle parti da me curate tramite un un vine pubblicato su Twitter.
Unitron: quando il Brasile copiava Apple
Il Brasile pare essere un elemento chiave per la crescita commerciale di Apple nei prossimi anni. L’azienda californiana ha da poco aperto il suo iTunes Store anche ai consumatori brasiliani e soprattutto la Foxconn, produttore cinese di elettronica, ha costruito nel paese fabbriche per sfornare tanti iPhone e iPad, con il benestare del governo che ha varato leggi e incentivi. Ma trent’anni fa la situazione era molto diversa e il paese sudamericano era un mercato sostanzialmente precluso ad Apple in cui venivano progettati e venduti cloni dei computer con la mela mordicchiata.
Dalla fine degli anni Settanta sino ai primi anni Novanta, il settore tecnologico brasiliano fu regolato da una politica governativa protezionista molto severa. Questa permetteva solo ad aziende brasiliane di costruire e mettere in commercio micro e personal computer. Il risultato fu la produzione di cloni di varie marche: Tandy, Sinclair e ovviamente anche Apple. Il che ci porta alla Unitron Electrõnica, un’azienda di São Paulo specializzata in copie dei computer di Infinite Loop che nel 1982 produsse due cloni dell’Apple II, Unitron APII e Unitron U-2200, e nel 1985 presentò un clone del “Fat Mac”, chiamato Mac512.

Il piano originario prevedeva di ottenere una licenza da Apple attraverso una joint-venture, ma l’accordo sfumò perché Apple voleva quote di maggioranza, opzione vietata dalle politiche locali. La Unitron quindi proseguì da sola e realizzò un computer sostanzialmente identico al Macintosh 512k, sia come aspetto (case e tastiera erano identici, fatta eccezione per i tasti scuri) che nel funzionamento, con la stessa componentistica e una ROM di sistema apparentemente frutto di ingegnerizzazione inversa di quella originale.
[continua la lettura della storia]
“Pencil Test: lo schermo del Mac si anima” su Applicando 324
Sul numero 324 di Applicando, di maggio 2013, c’è un nuovo articolo per la rubrica di Storie di Apple.
Si intitola “Pencil Test: lo schermo del Mac si anima” e parla di un buffo filmato d’animazione in computer grafica creato per promuovere le capacità del suo nuovo Macintosh II.
Il filmato venne prodotto dall’Advanced Technology Group, il laboratorio di ricerca di Apple, con un notevole dispendio di hardware, software e tempo e la collaborazione di alcuni nomi, all’epoca poco noti, ma che negli anni ’90 sarebbero diventati figure molto celebrate nell’ambito del cinema d’animazione.
Buona lettura. :)
Un sito un po’ più sociale
Da qualche giorno Storie di Apple si è aperto un po’ di più ai servizi di social networking.
In passato, vicino al titolo di ogni articolo, era presente il pulsante di Google Plus, così come era segnalata la pagina ufficiale. Questo pulsante è stato spostato in fondo al testo, per non distrarre dalla lettura, ed è stato affiancato da altri tre: Twitter, Facebook e anche LinkedIn.
I quattro pulsanti vi permettono di segnalare più facilmente un articolo che vi è piaciuta particolarmente ai vostri contatti su uno o più servizi, a seconda di quello o quelli che amate, usate e frequentate. In questo modo aiuterete Storie di Apple a essere un po’ più conosciuto e apprezzato dagli appassionati italiani della mela morsicata di Cupertino.
Aggiungo che ho anche modificato e integrato un po’ delle voci nella colonna di destra e reso meno tecnico il modo in cui si elencano le categorie tematiche e i tag/argomenti in calce, che vi ricordo essere un ottimo modo per scoprire e leggere altre storie di Apple già pubblicate in questi anni.
Buona lettura!
Arriva l’eMac
Nell’aprile del 2002 Apple tornò a rivolgersi alle scuole con un nuovo, esclusivo modello di Macintosh.
Prendendo spunto dal notevole successo dell’iMac, gli ingegneri e i designer di Infinite Loop crearono l’eMac (contrazione di “educational Macintosh”), un nuovo computer compatto con monitor a tubo catodico piatto da 17 pollici e processore PowerPC G4, il tutto alloggiato in un guscio bianco e curvilineo.
Questa mossa seguiva la decisione di Apple di cambiare radicalmente l’aspetto dell’iMac, che nel gennaio 2002 aveva non solo abbandonato il processore G3 ma anche le sue celebri forme traslucide. Il monitor CRT era stato sostituito da uno schermo LCD montato su di un braccio metallico che fuoriusciva da una cupoletta bianca opaca, finendo col sembrare una lampada (o un girasole, secondo il designer in capo di Apple, Jonathan Ive).
[continua la lettura della storia]

