“Apple e gli U2″ su Applicando 341

 Articolo pubblicato il 01/10/2014 che parla di Novità,Personaggi 

Copertina di Applicando 341È in edicola il numero 341 di Applicando, datato ottobre 2014, e all’interno c’è una nuova rubrica di Storie di Apple di lunghezza doppia rispetto al solito.

Nell’articolo intitolato “Apple e gli U2”, che occupa due pagine della rivista si ripercorre il rapporto decennale tra la popolare band irlandese e l’azienda di Cupertino.

È un rapporto che è stato ribadito recentemente (quando purtroppo la rubrica era già stata consegnata e impaginata) sul palco del Flint Center durante la presentazione degli iPhone 6 e dell’atteso Apple Watch.

Apple gli U2

È dal 2004 che tra gli U2 e in particolare tra il leader Paul David Hewson, meglio noto come Bono, e i vertici di Apple c’è una collaborazione e un sostegno reciproco in svariate operazioni. Tra queste spicca la creazione di modelli speciali di iPod, ma non è l’unica. L’intesa ha prodotto anche promozioni, spot, comparsate, performance durante le presentazioni e anche iniziative benefiche, tuttora in corso.

Vi auguro come al solito una buona lettura. :)



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18 settembre 2006

 Articolo pubblicato il 18/09/2014 che parla di Novità 

Oggi ricorre l’ottavo compleanno di storiediapple.it!

vecchio logo Storie di Apple.itIl dominio è infatti stato registrato il 18 settembre del lontano 2006 e il sito ha cominicato a pubblicare un mese dopo, in ottobre.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti i lettori, amici e sostenitori che seguono quest’avventura sin dal primo giorno o da tempi recenti.

Questo sito continuerà sulla sua strada, con articoli dedicati a soddisfare piccole e grandi curiosità e approfondire la storia di Apple, dei suoi software, hardware e delle persone dietro alle centinaia di prodotti ideati a Cupertino, dall’Apple I all’Apple Watch (e oltre).



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L’ascesa di Xcode

 Articolo pubblicato il 15/09/2014 che parla di Software 

Nell’estate del 2003, all’incontro per sviluppatori WWDC, Apple annunciò un nuovo ambiente di sviluppo software, mostrando una rinnovata attenzione alle esigenze dei programmatori. E alle evoluzioni hardware e software dell’azienda.

icona Xcode 1.0Dopo diversi anni di onorato servizio il vecchio IDE (Integrated Development Environment) Project Builder, originariamente creato per i sistemi NeXT ed ereditato (con le opportune modifiche) da Mac OS X, venne pensionato a favore del fiammante Xcode.

La prima versione, resa disponibile in forma stabile il 15 settembre 2003, prese (ovviamente) le mosse da Project Builder, ma introdusse anche alcune nuove funzioni. Nel corso degli anni Apple proseguì a potenziare e migliorare Xcode dotandolo di caratteristiche utili e in alcuni casi essenziali per chi sviluppava per Macintosh, e non solo.
[continua la lettura della storia]



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“I primi font del Macintosh” su Applicando 340

 Articolo pubblicato il 01/09/2014 che parla di Novità 

Copertina di Applicando 340È in edicola il numero 340 di Applicando, con data settembre 2014, e all’interno trovate un nuovo articolo per la rubrica di Storie di Apple.

In “I primi font del Macintosh” si ricostruisce una parte molto importante del lavoro fatto nei primi anni Ottanta in Apple dalla designer californiana Susan Kare.

Storie di Apple su Applicando 340Dopo aver passato mesi a sfornare simboli e icone per i file e i menù del nascituro Macintosh, l’attenzione della Kare si rivolse a un aspetto che le stava molto a cuore, quello dei caratteri tipografici.

Il risultato dei suoi sforzi è un gruppo eterogeneo di font che porta nomi di grandi città, tra cui primeggia l’ormai celeberrimo Chicago.
Grazie al Mac e alla sua fortuna come strumento di editoria personale, questi caratteri hanno fatto non solo la storia dell’informatica, ma anche quella del design.

Vi auguro una buona lettura!



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Il Newton: l’idea giusta al momento sbagliato?

 Articolo pubblicato il 21/08/2014 che parla di Hardware,Personaggi,Software 

NewtonPer Apple doveva essere la più grande opportunità mai avuta dal lancio del Macintosh e un’occasione di reinventare l’azienda stessa. Ma dopo dieci anni di sviluppo, oltre cento milioni di dollari spesi e solo 300000 esemplari venduti in cinque anni, fu chiaro che il Newton non era un altro dispositivo “for the rest of us” e tantomeno rappresentava il futuro di Infinite Loop.

Il progetto era iniziato nel 1987 come ambiziosa piattaforma di pen computing. Nel 1991 dimensioni e mire si erano ridotti dopo che il Product Marketing Manager Michael Tchao aveva ottenuto dall’amministratore delegato di Apple John Sculley di focalizzare gli sforzi su un dispositivo più piccolo, di cui la prima versione venne lanciata nel 1993. Nel 1998 il CEO ad interim Steve Jobs archiviò il capitolo Newton ritirando gli ultimi prodotti ad usarne la tecnologia, il megapalmare MessagePad 2100 e il portatile eMate 300.

Il Newton non era riuscito ad affermarsi ed una Apple sull’orlo del baratro aveva deciso di investire tutte le risorse e i fondi nell’evoluzione del Mac e in un nuovo sistema operativo basato su quello di NeXT. Tchao aveva lasciato l’azienda di Cupertino nel 1994 ed altrettanto avevano fatto i due principali progettisti software, Steve Capps e Walter Smith, che nel 1996 si erano accasati presso Microsoft.
[continua la lettura della storia]



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“Il computer nello schermo” su Applicando 339

 Articolo pubblicato il 28/07/2014 che parla di Hardware,Novità 

Copertina di Applicando 339Siamo ancora alla fine di luglio ma è già in edicola il numero 339 di Applicando, dell’agosto 2014, con una nuova rubrica targata Storie di Apple.

In “Il computer nello schermo” torniamo indietro di dieci anni, all’agosto del 2004 quando Apple presentò l’iMac G5, capolavoro di miniaturizzazione tecnologica e di design minimalista.

Estremamente potente e dalle dimensioni ridotte, oltre che bello da vedere, l’iMac G5 condivideva la stessa filosofia del “tutto in uno” dell’iMac G3 e ovviamente del primissimo Macintosh voluto da Steve Jobs.
Il nuovo iMac rivelò un successo, anche perché Apple puntò al numeroso pubblico che già usava ed amava l’iPod e il computer venne presentato come un abbinamento perfetto con il lettore digitale.

Come al solito vi auguro buona lettura. :)



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Tempest & Cyclone: i primi Mac Audio Video

 Articolo pubblicato il 02/07/2014 che parla di Hardware 

Nel luglio del 1993, Apple presentò due modelli di Macintosh molto speciali: il Centris 660AV e il Quadra 840AV. I due Mac appartenevano a linee di prodotto differenti, avevano case agli antipodi (uno era un desktop basso e largo e l’altro un tower) e anche le possibilità di espansione erano molto diverse. In comune, però c’era la stessa tecnologia, che offriva un’integrazione di audio, video e voce inedita. La sigla “AV” dopo il numero del modello stava ad indicare che input ed output professionali per suono e video erano inclusi da Apple e non c’era bisogno di espansioni di terze parti.

Sia il Centris 660AV (nome in codice Tempest) che il Quadra 840AV (nome in codice Cyclone) furono i primi Macintosh a supportare l’audio stereo a 16-bit 48 KHz, e potevano registrare e riprodurre suono di qualità CD. Potevano essere usati per acquisire video da una telecamera o altra fonte, come pure per reindirizzare il segnale a un televisore o videoregistratore grazie alle porte S-Video e Composite in entrata e in uscita. Altra novità era il supporto di fabbrica per il riconoscimento vocale Plaintalk di Apple.

Centris 660AV and Quadra 840AV ad detail

Tutte queste fantastiche capacità erano rese possibili da una nuova scheda madre con circuiteria pensata apposta per gestire le funzionalità AV.

Tempest e Cyclone vantavano il potente processore Motorola 68040, con un clock di 25 MHz nel Centris e di 40 MHz nel Quadra, surclassando quindi il possente Quadra 950, attuale top di gamma. Per alleggerire il carico di lavoro del 68040 e velocizzare l’elaborazione audio-video, era inoltre presente un chip AT&T 3210 DSP (Digital Signal Processor), con un clock di 55 MHz nel 660AV e di 66.7 MHz nel 840AV.

I due Mac AV erano venduti con un adattatore Apple GeoPort che metteva a disposizione dell’utente numerose funzioni di telecomunicazione basate sul DSP, come modem, fax e telefonia. Purtroppo, come già successo con il Mac IIfx, pochissimi software facevano uso della circuiteria specifica a causa della necessità di una programmazione specifica.

Ecco un video che mostra i progettisti che festeggiare il lavoro fatto per la scheda madre dei due Mac AV. La ripresa è del 1993 e il filmato è presente sul CD-Rom con il System 7.1, fornito insieme ai due Macintosh AV.

Il Quadra 840AV e il Centris 660AV, in seguito rinominato Quadra 660AV dopo l’eliminazione della linea Centris, furono tra gli ultimi Macintosh professionali basati su CPU Motorola 680X0, ma non gli ultimi modelli AV. Il testimone venne raccolto dai PowerMac, che in molti casi implementarono le loro funzionalità audio/video grazie a un concetto di “AV su scheda” concepito originariamente per Tempest & Cyclone.

Note: la pubblicità del Quadra 840AV e del Centris 660AV è “courtesy of Apple”.
Si ringrazia Serena Di Virgilio per l’aiuto nella traduzione dall’inglese dell’articolo originario.



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