Il Macintosh di Prince in Graffiti Bridge

 09/01/2012 - Archiviato in: Novità 

Nelle sequenze di apertura e chiusura di “Graffiti Bridge” Prince, regista e protagonista del film, viene mostrato intento a lavorare sulla sua musica, davanti allo schermo di un Macintosh compatto.

A Mac in Graffiti Bridge 01 zoomSe nel 1986, in “Purple Rain”, Prince componeva al pianoforte e con spartiti di carta, sei anni dopo, nel seguito non ufficiale del film, la tecnologia la fa ormai da padrone e il musicista di Minneapolis ha nel suo antro, la stanza sotto il palco del locale “Glam Slam”, un “computer for the rest of us”.

Anche se le riprese del Mac sono tutte nella semioscurità e la macchina da presa ci concede un primo piano solamente dello schermo, è evidente che si tratta di un modello compatto.
Proviamo a indovinare quale.

Cominciamo subito con lo scartare il Mac originale, del 1984, che con i suoi 8 MHz e soli 128k di RAM è sottodimensionato per fare musica. Lo stesso ragionamento si può fare per il Fat Mac, che è del 1985 ma che rispetto al primo Mac aveva solo più memoria RAM. Da scartare anche il Classic, che poteva montare sino a 1MB, ma che aveva sempre la stessa CPU e che soprattutto venne lanciato giusto un mese prima dell’uscita del film.

La rosa si riduce perciò a soli tre modelli: il Mac Plus, l’SE e l’SE/30. Fortunatamente nei pochi secondi in cui il Mac è ripreso si scorge un dettaglio che aiuta nell’identificazione: lo slot del drive per i floppy è in basso. Questo particolare esclude il Plus che come tutti i primi modelli aveva il drive in una posizione a metà tra base del computer e il bordo dello schermo. Di contro l’SE aveva un’ampia zona libera sotto lo schermo ornata da linee orizzontali di fuga e in cui poteva alloggiare anche un secondo drive.

È altamente probabile che quello che si vede nel film sia un Mac SE, messo in commercio nel marzo 1987, oppure il più potente SE/30, che è del gennaio 1989. Il Mac è nella versione a un solo floppy, quindi ha un disco fisso interno e uno esterno, su cui il Macintosh è poggiato.

Passiamo ora al software.
In un’inquadratura si vede abbastanza bene l’interfaccia del programma, un sequencer, nonché il titolo del brano a cui Prince sta lavorando, “Can’t Stop This Feeling I’ve Got”, incluso nella colonna sonora (ma non nel film).

A Mac in Graffiti Bridge 00

Purtroppo all’epoca il sistema operativo del Mac, il System, non indicava il nome del programma in esecuzione ma solamente l’icona, in alto a destra.

Mi è però venuto in aiuto l’amico Paolo Tramannoni che ha subito riconosciuto l’applicazione. Prince usa Performer della Mark of the Unicorn (MOTU). Il programma è nella sua versione MIDI-only e non potrebbe essere altrimenti dato che le funzioni per l’audio digitale sono arrivate proprio nel 1990, quando il software ha cambiato nome in Digital Performer.


“Il Pippin” su Applicando 308

 02/01/2012 - Archiviato in: Novità 

Storie di Apple su Applicando 308È in edicola il numero 308 di Applicando di gennaio 2012 che dopo una pausa di qualche mese ha un nuovo articolo per la rubrica di Storie di Apple.

Questo mese l’obiettivo è puntato su un ambizioso prodotto derivato della tecnologia Macintosh e, come i cloni Mac, frutto dell’apertura di Apple negli anni ’90, ma che si rivelò un flop clamoroso.
Si tratta del “Pippin”, un ibrido tra console videoludica e set top box multimediale e per fruire servizi online. Frutto della collaborazione con la nipponica Bandai, era un parente prossimo dei Mac dell’epoca e come questo aveva un compito molto difficile: contrastare colossi già radicati nel mercato come Sega, Nintendo e Sony.

Come al solito, buona lettura! :)


Applicando 307: “focus su Steve Jobs”

 01/12/2011 - Archiviato in: Novità 

Anche se questo mese non c’è la rubrica di Storie di Apple gli appassionati di storia di Apple non rimarranno delusi dal numero di dicembre di Applicando. La rivista contiene infatti uno speciale di dieci pagine, intitolato “What a life! – Che vita!” sulla vita del cofondatore e ex amministratore delegato dell’azienda, recentemente scomparso.

Metà dello speciale è occupato da una timeline in trenta punti curata dal sottoscritto.

copertina di Applicando 307Applicando 307 - speciale su Steve JobsApplicando 307 - speciale su Steve Jobs

In una timeline approfondita si ripercorrono i momenti salienti di Apple e delle altre iniziative imprenditoriali di Steve Jobs, dalla prima fondazione nel 1976 sino al passaggio di testimone lo scorso agosto.
Ci sono eventi ormai celebri come la presentazione del Macintosh nel febbraio 1984 o quella dell’iPod nell’ottobre 2001 ma anche episodi meno felici o noti, sintetizzati in poche centinaia di caratteri ma con tutte le informazioni chiave, numeri e dati economici e anche qualche curiosità e aneddoto.

Vi auguro una buona lettura e spero che lo speciale vi piaccia!


Storie di Apple è anche su Google+

 14/11/2011 - Archiviato in: Novità 

A chi ha un account sul servizio di social networking di Google potrà interessare che da qualche giorno esiste anche una pagina dedicata a Storie di Apple, creata dal sottoscritto.

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