Mac OS 9: ancora vivo e vegeto dopo 15 anni

 Articolo pubblicato il 02/12/2015 che parla di Novità 

Nell’autunno del 1999 Apple presentò Mac OS 9, l’ultima versione del Mac OS “classic”, per poi seppellirlo (letteralmente) meno di tre anni dopo, nel maggio 2002, durante la WWDC (WorldWide Developer Conference).

Durante il keynote, Steve Jobs tenne una cerimonia simbolica, durante la quale rinchiuse una scatola gigante di Mac OS 9 in una bara dopo un’omelia funebre comica e un po’ irriverente, completa d’accompagnamento d’organo.

Eppure, nonostante l’addio ufficiale, il “vecchio” sistema operativo si rifiuta di riposare “nel gran cestino di bit in cielo” dove l’iCEO l’aveva cacciato in fretta e furia.
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Il Lisa/Macintosh XL, uno dei “più memorabili tra i vecchi Mac”

 Articolo pubblicato il 17/11/2015 che parla di Hardware 

Alcuni mesi fa su Quora qualcuno ha chiesto “Quali sono i vecchi Mac più memorabili?”

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Gran parte delle risposte decanta (prevedibilmente) classici come il primo iMac, l’iMac G4 a “lampada”, il TAM (Twentieth Anniversary Macintosh), il Portable o modelli un po’ più oscuri ma tuttora affascinanti, per funzione o per aspetto, come il Macintosh TV.

Nella mia risposta ho optato di andare controcorrente, suggerendo i seguenti prodotti con la mela morsicata:
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Le app indispensabili: TenFourFox

 Articolo pubblicato il 11/11/2015 che parla di Software 

Se avete un vecchio Macintosh con processore PowerPC e volete navigare su siti web moderni la scelta cade per forza di cose su un browser: 10.4Fx, meglio noto come TenFourFox.

TenFourFox: A fork of Mozilla Firefox ESR 38 for the Power Macintosh and Mac OS X Tiger PowerPC

TenFourFox è un acclamato ed eroico port di Firefox realizzato e curato da utenti Power Mac “che lavorano per rendere ancora attuali i Power Macintosh in un mondo Intel”.
Mentre scrivo questo testo, l’ultima versione di TenFourFox rende disponibili “tutte le più recenti correzioni di bug, le migliorie per la sicurezza e le potenti tecnologie alla base di Mozilla Firefox 38 ESR“.

Ma facciamo un passo indietro.
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Il Jonathan Computer

 Articolo pubblicato il 03/11/2015 che parla di Design,Hardware 

Verso la fine del 1984 Apple aveva all’incirca il 15% del mercato dei personal computer e Steve Jobs, John Sculley erano alla ricerca di modi per incrementare le vendite senza però erodere i margini di profitto.
Il designer Tony Guido ricorda che la questione era:

come portare il Mac su più scrivanie possibile, senza concederlo in licenza, e al contempo attirare l’utenza DOS?

Nello stesso periodo, l’ingegnere hardware John Fitch, concluso il lavoro sul IIgs, era preoccupato dalla mancanza di un prodotto che proseguisse la linea Apple II. Fitch voleva progettare un computer con il nuovo processore Motorola 68030, abbastanza potente da supportare applicazioni professionali e adatto sia al mercato casalingo che a quello aziendale.

Influenzato dal concetto di architettura “aperta” dell’Apple II, Fitch propose un approccio modulare. Progettò una “spina dorsale” hardware per le operazioni base e l’I/O, a cui l’utente poteva aggiungere una serie di moduli “a libro” per far girare software per Apple II, Mac, UNIX e DOS, più altri moduli per connettività e archiviazione dei dati. In questo modo clienti neofiti, intermedi e di fascia alta avrebbero potuto sfruttare lo stesso hardware di base, configurando e potenziando la propria macchina nel corso del tempo.
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Apple e gli U2

 Articolo pubblicato il 06/10/2015 che parla di Novità 

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“Abbiamo visto Apple creare l’iTunes Store. Ci hanno contattati e chiesto di parlarne, di discutere dell’impatto che avrebbe avuto sulla nostra esistenza, se sarebbe stato un fallimento o un successo. Noi ci siamo entusiasmati parecchio;” “È abbastanza straordinario come le case discografiche non abbiano risolto il problema della pirateria: è pazzesco, no?”

Sono le parole di Paul David Hewson, meglio noto come Bono, cantante del gruppo irlandese U2, che nell’ottobre del 2004 salì insieme al chitarrista The Edge sul palco del California Theatre, dov’era stato invitato da Steve Jobs. Fu il culmine di uno “Special Music Event” pieno di novità, di cui una buona metà venne dedicato alla band.

La collaborazione aveva avuto inizio già l’anno precedente, nell’aprile 2003, quando Bono era apparso nel video di presentazione dell’iTunes Music Store. Qualche mese dopo il cantante aveva fatto una breve comparsa via iChat durante la versione per l’utenza Windows, definendo l’iPod e iTunes “una cosa molto bella per i musicisti e la musica”.
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I primi font del Macintosh

 Articolo pubblicato il 02/09/2015 che parla di Lo sapevate che...,Personaggi,Software 

Nell’agosto del 1983, dopo aver passato più di sei mesi a sfornare simboli e icone per i file e menù del Macintosh, l’attenzione della designer Susan Kare si concentrò su un aspetto che le stava molto a cuore, quello dei caratteri tipografici.

Apple Macintosh Commercial - Susan Kare

All’epoca, sulla stragrande maggioranza dei personal computer, ogni lettera occupava uno spazio identico a prescindere dalla forma. Grazie al suo schermo bitmap ad alta risoluzione (e all’ossessione di Steve Jobs per la calligrafia) il Macintosh era in grado di mostrare font proporzionali, “lasciandosi alle spalle la tirannia degli alfabeti monospaziati con le loro ‘m’ strette e le ‘i’ larghe” come ricorda la Kare.

L’infaticabile progettista Bill Atkinson aveva già dotato il Macintosh di due font, uno calligrafico e uno di fortuna, convertito dai sistemi Smalltalk della Xerox, a cui Apple si era ispirata.

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Libera dalla necessità di realizzare versioni digitali di font preesistenti, scalabili o di versioni per la stampa, la designer puntò a ottimizzare al massimo la leggibilità dei caratteri a schermo creando nuovi font bitmap in grandezze specifiche, operando come suo solito un controllo pressoché totale su ogni pixel.
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Il computer nello schermo

 Articolo pubblicato il 25/08/2015 che parla di Design,Hardware 

Alla fine dell’agosto 2004, Apple presentò il nuovo iMac G5. Philip Schiller, Vicepresidente del Worldwide Product Marketing dell’azienda, disse che tanta gente si sarebbe chiesta “Dov’è andato a finire il computer?”.

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Il nuovo iMac era un capolavoro di miniaturizzazione tecnologica. L’intero sistema, schermo compreso, era spesso solo 5 cm, e non solo nascondeva l’unità centrale dalla vista dell’utente, ma nel pochissimo spazio a disposizione concentrava più potenza della precedente generazione di iMac.
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