Jobs e i tasti inutili

 Articolo pubblicato il 08/03/2007 che parla di Design,Hardware,Personaggi 

Per l’anniversario del Mac II abbiamo nominato le dimensioni improvvisamente ingigantite sia del computer che della tastiera e sottolineato come questo cambiamento rappresentasse per certi versi un tradimento dell’idea originaria dietro al Macintosh.

Una conferma dell’avversione di Steve Jobs per la “Apple Extended Keyboard” ci viene dalla curiosa testimonianza (narrata anche in “The Second Coming of Steve Jobs”) di un appassaionato, Steve Jurvetson, che incontrò il fondatore di Apple quando quest’ultimo era “in esilio” ed impegnato con il progetto NeXT.

battleshipJurvetson in quell’occasione chiese al suo “eroe” di firmare la sua tastiera Mac che già riportava l’autografo dell’altro Steve, Wozniak.

La risposta di Jobs fu “Questa tastiera rappresenta tutto ciò che non sopporto di Apple. È una portaerei. Perché ci sono tutti questi tasti? Lo usi il tasto F1?” e acconsentì a apporre la sua firma solo se avesse potuto rimuovere i tasti inutili.
Cosa che dopo l’OK di Jurvetson, Jobs fece pazientemente con la sua chiave di accensione della macchina proclamando al tempo stesso, sarcasticamente, che stava “cambiando il mondo, una tastiera alla volta”, parafrasi di uno slogan di Apple negli anni ’80.

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6 commenti  


6 commenti »

  1. Si potrebbe avere la lista dei tasti rimossi? :)

    commenti by gianfranco — 8 marzo 2007 @ 1:11 pm

  2. Gianfranco: la lista esatta è sconosciuta
    Anche cercando in “The Second Coming” (lo puoi fare tu anche online via Amazon mettendo come termine “Jurvetson”) si fa riferimento genericamente all’F1 e tasti funzione ed a quelli ‘freccia’.
    Azzardo che una lista papabile la si può desumere confrontando la prima tastiera del Mac e la Extended Keyboard. Se sottraiamo la prima alla seconda escono fuori un bel po’ di pezzi di plastica da rimuovere per il Sig. Jobs, tra cui anche il tastierino numerico. ;-)

    nda

    commenti by Nicola D'Agostino — 8 marzo 2007 @ 1:35 pm

  3. Capisco pienamente Steve: l’Apple Extended Keyboard dell’epoca era forse tra le cose più brutte mai fatte da Apple. Una risposta al tocco indecente, plastiche scricchiolanti e una dimensione inutilmente esagerata. Ho rimpianto a lungo quella compatta della serie C/FX! Tuttavia Apple (a parte la tastiera pseudo-compatta distribuita con la 1ma serie iMac) è riuscita, nell’ultimo modello, a trovare un buon compromesso.

    commenti by Max — 8 marzo 2007 @ 2:10 pm

  4. Max: la tastiera compatta, nome in codice “Universe” è un capolavoro e non a caso è opera di frogdesign. In quella “Extended” c’è invece lo zampino dei designer di Apple e il nome in codice è “Saratoga”. Sbaglio o era il nome di una grossa nave della marina statunitense? ;-)

    nda

    p.s. Prossimamente ci dedicheremo anche a tastiere e mouse, a partire dallo storico ADB Mouse II (quello a forma di goccia).

    commenti by Nicola D'Agostino — 8 marzo 2007 @ 2:36 pm

  5. […] E finire col passare alcune ore ad attrezzare una retropostazione in tutta regola composta da un Mac Classic con 4 MB di Ram, disco da (ben) 40 MB, tastiera ADB Apple Keyboard II (con tastierino numerico ma per il resto minimale, quasi in linea con i dettami di Steve Jobs), mouse ADB II (Topolino) e ben due floppy drive esterni Apple 800 Kb perfettamente funzionanti (ma da usare uno alla volta) nonché una periferica SCSI Syquest non supportata perché “troppo recente” (è del 1993). E può succedere anche di stupirsi e divertirsi a vederlo partire senza battere ciglio, avviarsi dall’hard disc, poi dal floppy e infine persino dalla ROM interna (una funzione poco nota ed esclusiva di questo modello) con tre diverse versioni del sistema operativo, sempre pronto all’uso nonostante gli anni passati. […]

    Pingback by Storie di Apple » Buon compleanno, Mac Classic! — 11 ottobre 2007 @ 12:09 am

  6. […] Con il Mac II subisce un duro colpo il design voluto e difeso a spada tratta da Steve Jobs: il Mac non è più compatto e minimale e si sviluppa in orizzontale sulla scrivania, occupando molto più spazio sia con l’unità centrale che con la tastiera, sopratutto nella enorme versione “Extended”. […]

    Pingback by Storie di Apple - Vent’anni fa: il Mac II — 1 febbraio 2009 @ 5:12 pm

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